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Lapam: export, in provincia di Modena nel primo trimestre 2026 si registra un -4,7%

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Lapam: export, in provincia di Modena nel primo trimestre 2026 si registra un -4,7%

L’instabilità, geopolitica e commerciale, ridisegna la mappa dell’export modenese, premiando alcuni comparti e mettendone in difficoltà altri. I dati del primo trimestre 2026 elaborati dall’ufficio studi Lapam Confartigianato fotografano infatti un territorio che sta vivendo fasi complicate. La provincia di Modena registra una flessione del 4,7% nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, frenata soprattutto dall’automotive, settore simbolo dell’economia provinciale e tra i più esposti alle turbolenze dei mercati internazionali. Il comparto osserva un -7,6%, dopo un 2025 positivo, venendo penalizzato dal pesante arretramento del mercato statunitense, dove si assiste a un -21%, verso cui è esportato un quarto degli autoveicoli.

Parallelamente, anche i macchinari, che sono il secondo principale prodotto esportato dalla provincia di Modena, arretrano del 2,6%, portando la meccanica ad un calo complessivo del 5,4%. Anche nei settori con una maggior presenza di micro e piccole imprese non va meglio: l’export modenese flette dell’1,6%, nonostante la buona performance dell’alimentare che registra un +4,1% ma che non basta per compensare i crolli a doppia cifra della moda, che registra un -13%, e del biomedicale che segna un -12,7%. Tra i principali paesi di destinazione, gli Stati Uniti mostrano forti segnali di sofferenza, con l’effetto dei dazi che si fa più evidente a inizio 2026, in particolare tra i settori di micro e piccole imprese. Per Modena, gli USA sono il primo mercato di riferimento e l’export verso il paese americano registra un calo del 17,2% a causa della frenata dell’auto, che rappresenta oltre la metà del valore esportato.

Al contrario, anche se in valore è più contenuto, l’export modenese di macchinari cresce del 10,7%. In calo a doppia cifra, pari a un -17,9%, anche l’export modenese di micro e piccole imprese, con l’alimentare a -18,7% e il biomedicale a -11,5%. Al contrario, la Germania, secondo mercato di riferimento per l’export modenese, mostra una debole ripresa, crescendo dello 0,8%. La meccanica dà un contributo positivo con un +3,3% grazie al buon andamento dei macchinari. Significativo per Modena anche il settore degli autoveicoli, che segna un +2,6%. Sul fronte delle micro e piccole imprese modenesi l’export verso il paese tedesco è in tenuta e osserva un -0,2% grazie al buon andamento del comparto alimentare che compensa il calo del biomedicale e della moda. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la crisi geopolitica in Medio Oriente innescata a febbraio. Un conflitto che ha colpito un mercato promettente per la meccanica del distretto provocando, nel solo primo trimestre del 2026, una contrazione immediata a doppia cifra pari al -19,1% per l’area modenese. «Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo chiamato a confrontarsi con variabili sempre meno controllabili – afferma Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato –. Le eccellenze manifatturiere del territorio continuano a dimostrare competitività sui mercati internazionali, ma oggi la qualità del prodotto non è più sufficiente a garantire continuità di crescita. Le strategie di internazionalizzazione devono fare i conti con un contesto globale in continua evoluzione, dove tensioni geopolitiche, politiche commerciali e cambiamenti della domanda incidono sempre più rapidamente sulle performance delle imprese e sulla capacità dei territori di mantenere la propria vocazione esportatrice».