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Il digital manager non gestisce soltanto strumenti, traduce gli obiettivi aziendali in scelte digitali

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Aprire un canale social, aggiornare il sito, avviare una campagna pubblicitaria o introdurre un nuovo software sono attività che, prese singolarmente, possono sembrare sufficienti per innovare un’impresa. Il problema emerge quando queste iniziative procedono senza una direzione comune, il sito comunica una promessa, la pubblicità ne suggerisce un’altra e i dati raccolti restano inutilizzati. In questo spazio tra strumenti e obiettivi si inserisce il lavoro del digital manager, una figura chiamata a collegare le opportunità offerte dalla tecnologia alle esigenze concrete del business.

La diffusione dei canali digitali ha ampliato le possibilità con cui le aziende raggiungono i clienti, organizzano i processi e misurano i risultati. Allo stesso tempo, ha reso più complesso il coordinamento delle attività. Un investimento pubblicitario può generare visite senza produrre vendite; un profilo social può raccogliere interazioni senza contribuire alla reputazione del marchio; un sistema di analisi può restituire migliaia di informazioni che nessuno utilizza per prendere decisioni. La presenza online, da sola, non garantisce quindi una strategia efficace.

Il digital manager lavora proprio sulla relazione tra questi elementi. A seconda della struttura aziendale, può coordinare fornitori e specialisti interni, contribuire alla definizione degli obiettivi digitali, monitorare le performance dei canali e individuare le aree nelle quali intervenire. Il suo ruolo cambia in base alle dimensioni dell’impresa e al settore.In una piccola azienda può avere responsabilità operative molto ampie, mentre in una realtà più strutturata può concentrarsi sulla pianificazione, sul coordinamento dei team e sull’integrazione delle attività.

Una delle competenze più importanti consiste nel distinguere le attività che producono valore da quelle che assorbono risorse senza risultati proporzionati. Per farlo, il digital manager deve comprendere il modello di business, conoscere il pubblico di riferimento e definire indicatori coerenti con gli obiettivi. Per un e-commerce possono contare il tasso di conversione, il costo di acquisizione dei clienti e il valore medio degli ordini, per un’azienda che opera tra imprese possono essere più rilevanti la qualità dei contatti commerciali, la generazione di opportunità e il contributo del digitale al processo di vendita.

Questa capacità richiede un dialogo costante con le altre funzioni aziendali. Marketing, vendite, comunicazione, assistenza clienti e area IT possono avere priorità differenti, ma condividono spesso gli stessi destinatari e gli stessi dati. Il digital manager deve contribuire a coordinare queste prospettive, evitando che ogni reparto ottimizzi il proprio risultato senza considerare quello complessivo.

L’intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore livello di complessità. Può supportare la produzione di contenuti, l’analisi delle informazioni, la segmentazione dei pubblici e l’automazione di alcune attività. Per sfruttarla con criterio, però, occorre saper valutare la qualità dei risultati, proteggere i dati e comprendere quali processi meritino davvero di essere automatizzati. La competenza digitale non coincide quindi con la conoscenza di ogni nuova piattaforma: consiste anche nel saper scegliere quando uno strumento è utile e come misurarne l’efficacia.

Per chi vuole lavorare in quest’area, il percorso professionale può partire dal marketing digitale, dalla comunicazione, dall’e-commerce o dalla gestione di progetti tecnologici. Con l’esperienza, le competenze possono evolvere verso ruoli di digital strategy, coordinamento dei canali online, marketing management o trasformazione digitale. Non esiste un unico percorso valido per tutti: le responsabilità dipendono dall’organizzazione e dal grado di autonomia assegnato alla funzione.

La formazione deve perciò aiutare a superare una preparazione limitata ai singoli strumenti e sviluppare una visione integrata. Nell’offerta di Sole 24 Ore Business School, il Master in Marketing e Comunicazione si rivolge a professionisti del marketing e di aree affini che vogliono evolvere verso ruoli più strategici e orientati ai dati. Il percorso combina contenuti on demand e sessioni in live streaming, affrontando strategie di marketing, strumenti digitali e applicazioni dell’intelligenza artificiale. La formula flessibile consente di organizzare lo studio nell’arco di sei mesi.

Per chi desidera approfondire soprattutto la pianificazione e la gestione delle strategie di marketing, il Master Marketing & Communication Management offre invece un percorso specialistico, con attenzione al marketing plan, al brand, al pricing, alla comunicazione digitale e all’AI applicata al marketing.

I due percorsi rispondono a esigenze diverse.Il primo privilegia l’evoluzione strategica e digitale di chi lavora già nell’area, il secondo approfondisce il ciclo del marketing e della comunicazione. La scelta dipende dalle competenze possedute e dal ruolo che si vuole raggiungere.

In un’impresa, il valore del digital manager non si misura dal numero di piattaforme che conosce o di attività che coordina. Si vede nella capacità di dare una direzione alle iniziative, collegare i dati alle decisioni e fare in modo che la tecnologia contribuisca a risultati comprensibili e verificabili.