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Pubblici esercizi, richiesta corale Confcommercio Reggio Emilia: “fateci lavorare”


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Pubblici esercizi, richiesta corale Confcommercio Reggio Emilia: “fateci lavorare”Dagli chef stellati come Andrea Vezzani ai sindaci Emanuele Cavallaro e Giuseppe Daviddi, in queste ore si alza un coro al quale ci auguriamo si uniscano gli altri sindaci della provincia.

Riportando le parole di un collega: “Fateci lavorare: e se questo è chiedere troppo è forse perché non avete idea di quanto tempo, fatica, sogni, tenacia ci siano dietro al nostro lavoro”; nè, aggiungo, di quanti posti di lavoro sono a rischio. Anche per questo, dopo il confronto con il sindaco di Casalgrande, non possiamo che unirci all’appello di questi professionisti e dei primi cittadini del nostro territorio.

Il 18 gennaio abbiamo presentato al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, la drammatica situazione dei pubblici esercizi e avanzato delle proposte concrete: riaprire almeno fino alle 18 anche in zona arancione e riaprire l’attività serale di ristorazione in zona gialla; rafforzare le misure economiche a sostegno del settore rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi su base annua; esentare i pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021; prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi; prorogare il credito d’imposta sulle locazioni commerciali e incentivare i locatori a ridurre i canoni; estendere a quindici anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a ottocentomila euro garantiti dal Fondo centrale di garanzia.

Abbiamo detto che è necessario anche invertire la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei pubblici esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività non essenziali.

Le conseguenze di queste restrizioni, per altro, non investono soltanto le attività stesse ma penalizzano a caduta tutto il settore del commercio. Per queste ragioni facciamo appello a tutti i sindaci della provincia di erogare, come alcuni Comuni hanno fatto già, un sostegno diretto di liquidità a tutte le attività, con particolare attenzione a quelle della filiera con codici Ateco esclusi dai contributi nazionali. Come già dichiarato dal nostro presidente provinciale Fipe, la federazione dei Pubblici esercizi aderenti a Confcommercio, Fabio Zambelli, inoltre, data l’inattività dei pubblici esercizi la tassa rifiuti dovrebbe essere sospesa o drasticamente ridotta e, aggiungo, questo invito è rivolto a tutti i primi cittadini della nostra provincia di modo che non vi siano differenze di trattamento tra un Comune e l’altro.