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Sgominata dai carabinieri reggiani una pericolosa banda criminale di origine asiatica, dedita a rapine con sequestri di persona in abitazione

carabinieri-arresto2“Arancia meccanica”, così è stata denominata la complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di San Polo d’Enza che, coordinati dalla Procura reggiana, hanno sgominato una pericolosa banda criminale, autrice di numerose rapine compiute in tutto il Centro – Nord Italia in abitazione ed ai danni di commercianti.

Insospettabili erano i componenti della banda, tutti di origine cinese che, senza alcuna remora e con una cattiveria non comune, aggredivano loro connazionali che venivano sequestrati, anche per diverse ore, sotto la minaccia delle armi, sino a quando non consegnavano tutti i loro averi agli aguzzini che non risparmiavano, dalle loro percosse, donne e bambini che, anzi, venivano preferiti perché più deboli ed indifesi.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche, si accertava che gli indagati, compiaciuti delle loro imprese criminali, inviavano ai propri familiari in Cina, mediante invio di messaggi attraverso l’applicazione di messaggistica webchat, gli articoli di stampa che le testate giornalistiche pubblicavano a seguito della commissione delle loro rapine, considerate dai rispettivi familiari dimoranti in Cina vere e proprie gesta eroiche.

L’indagine, partita il 14 settembre del 2015, a seguito di un’efferata rapina con sequestro di persona consumata presso un bar di San Polo d’Enza, nel corso della quale il proprietario del bar, sorpreso nel cuore della notte da 4 persone incappucciate, sotto la minaccia di una pistola, veniva dapprima immobilizzato, successivamente legato con delle fascette alle mani e ai piedi, per essere percosso con violenza e poi rapinato della somma in contanti di circa 50.000 euro, contenuta all’interno delle macchine video-poker installate nel suo bar e del ricavato del week end di lavoro.

Le primissime indagini consentivano di individuare, sul luogo del crimine, tracce biologiche riferibili ai rapinatori: dai profili biologici estrapolati dal RA.C.I.S. – R.I.S. di Parma, emergeva che 3 degli autori di quella rapina erano i medesimi responsabili di almeno altre 3 rapine consumate, tra centro e nord Italia, dal 2012 ed il 2015, per le quali non era stato ancora possibile attribuire un nome ai DNA rilevati sulle scende di quei crimini.

 

Solo dopo una paziente e certosina indagine tecnica messa in atto dai militari della Stazione di San Polo d’Enza, attraverso l’attento studio di migliaia di tabulati telefonici, si riusciva ad accertare che la banda criminale era autrice anche di altre analoghe – per efferatezza – rapine consumate sempre ai danni di loro connazionali sorpresi nella notte nelle loro case. In particolare le rapine del: 18 ottobre 2012 a Prato; 21 maggio 2013 sempre a Prato; 23 settembre 2013 a Campi Bisenzio (FI); 3 ottobre 2014 a Calcinaia (PI); 25 gennaio 2015 a Montelupo Fiorentino (FI); e 14 settembre 2015 a San Polo d’Enza nel corso delle quali, i malfattori erano entrati in possesso di un bottino complessivo di oltre 250.000 euro tra contanti, monili e telefoni cellulari. Tra i colpi anche un tentato furto del 19 gennaio 2015 a Noventa Vicentina (VI).

Nella prosecuzione delle indagini, attraverso l’uso di tecniche e di intercettazioni telefoniche, si riuscivano ad identificare, compiutamente, i soggetti che utilizzavano schede telefoniche create ad hoc per perpetrare le rapine che erano intestate a soggetti inesistenti.

Questa mattina a Prato e Genova i Carabinieri della Stazione di San Polo d’Enza davano esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni personali, emesse nei confronti dei 4 indagati dal Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della procura reggiana concorde con gli esiti investigativi dei Carabinieri della Stazione di San Polo d’Enza.

I destinatari  dei provvedimenti cautelari in carcere sono 4 cittadini cinesi anagraficamente residenti a Prato ed aventi un età ricompresa tra i 48 anni e i 24 anni. Le indagini ora proseguono per accertare, come pare emergere dai primi esiti investigativi, la responsabilità dei 4 in altre efferate rapine commesse negli ultimi quattro anni tra la Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Lombardia.

(immagine di repertorio)