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Export, Modena chiude il semestre con un attivo di quasi 6 miliardi

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Export, Modena chiude il semestre con un attivo di quasi 6 miliardiNel primo semestre 2026 la bilancia commerciale della provincia di Modena segna un attivo di 5.985 milioni di euro: a fronte di 9.478 milioni di esportazioni, le importazioni si fermano a 3.493 milioni. È quanto emerge dall’elaborazione di CNA Modena sui dati Istat diffusi dalla Camera di Commercio. Il grado di copertura sale al 271%, contro il 264% del 2025: per ogni euro di merci acquistate all’estero, il sistema produttivo modenese ne vende 2,7.

L’Ufficio Studi di CNA è andato ad analizzare quali sono i paesi e i macrosettori che generano il saldo più alto per il territorio, evidenziando che il surplus commerciale modenese poggia su tre pilastri. I mezzi di trasporto, macchine agricole comprese, valgono da soli 2.838 milioni di saldo, il 47% del totale. Seguono il ceramico con 1.275 milioni, il comparto con la massima autosufficienza (esporta oltre 23 volte quanto importa), e la meccanica con 1.226 milioni.

Dentro questi numeri ci sono poi filiere che raccontano il territorio meglio dei totali. La lavorazione delle carni e i salumi esportano 598 milioni e ne importano 470, in buona parte materia prima da Germania, Spagna, Polonia e Paesi Bassi. Il saldo è di +128 milioni, quando nell’intero 2025 si era fermato a +30: ciò significa che il valore aggiunto della trasformazione modenese pesa sempre di più. Il biomedicale del distretto di Mirandola chiude il semestre con +163 milioni e un export di 265 milioni, oltre due volte e mezzo l’import. La Germania è il primo mercato (+29 milioni), mentre con gli Stati Uniti gli scambi si equilibrano: 33,5 milioni di export contro 36,8 di import. Resta invece in lieve passivo la maglieria, cuore del distretto carpigiano: 24,9 milioni di export contro 27,6 di import (−2,7 milioni), con le importazioni concentrate su Cina, Tunisia, Romania e Cambogia. Rispetto al 2025 la copertura migliora, dall’87% al 90%. L’intero tessile-abbigliamento chiude a −38 milioni.

Sul fronte dei mercati geografici, gli Stati Uniti generano da soli 1.529 milioni di attivo, un quarto del saldo provinciale. Seguono Francia (+677), Regno Unito (+420), Giappone (+350) e Svizzera (+284). La Germania, primo partner per interscambio, chiude con un saldo positivo ma più contenuto (+283), segno di una filiera fortemente integrata. La Cina è l’unico grande partner con cui Modena è in deficit (−233 milioni).

“Questi numeri dicono che la manifattura modenese crea valore ben oltre ciò che acquista dall’estero – commenta Galavotti, presidente di CNA Modena – ma dicono anche che un quarto del nostro attivo dipende dal mercato americano, il più esposto ai dazi. Per le piccole imprese servono strumenti per diversificare i mercati. Per questo nelle prossime settimane organizzeremo incontri dedicati all’area Mercosur, che nel primo semestre ha segnato a livello regionale una crescita del 32%. E alle imprese mettiamo a disposizione un vero e proprio sportello export, che le assiste anche sulle pratiche doganali e normative.”