I dati ufficiali della Banca d’Italia evidenziano un drastico calo delle giacenze bancarie locali. Tra inflazione, carovita e riposizionamento dei risparmi, la contrazione della liquidità sui conti correnti si riflette direttamente sulla minore propensione alla spesa dei cittadini modenesi
La liquidità depositata sui conti correnti delle famiglie della provincia di Modena si è ridotta di oltre un miliardo di euro negli ultimi quattro anni (-1,051 miliardi di euro, pari a un calo di quasi l’8%, attestandosi oggi a circa 13 miliardi complessivi). È quanto emerge dai dati della Banca d’Italia (confronto tra il primo quadrimestre 2022 e il primo quadrimestre 2026), che delineano un quadro di forte contrazione delle riserve immediate delle famiglie del territorio. Con un calo del -7,7%, Modena registra la terza flessione più marcata a livello nazionale, preceduta soltanto da Asti (-10,3%) e Biella (-8,9%).
Solo cinque grandi aree metropolitane (Milano, Torino, Genova, Cuneo, Varese) hanno registrato un calo assoluto superiore a quello modenese. I conti correnti attivi in provincia sono saliti a 683.605 (+14,4% rispetto al 2019), ma le giacenze medie per singolo conto risultano sensibilmente ridotte. La progressiva riduzione dei saldi bancari è l’effetto combinato dell’inflazione prolungata, dell’aumento del costo della vita, dell’incremento dei tassi sui mutui e del parziale spostamento di risorse verso forme d’investimento finanziario più redditizie (come titoli di Stato, cresciuti del +10,4%, e fondi comuni, +7,3%).
Secondo Confesercenti Modena, la causa principale dell’assottigliamento della liquidità risiede nell’utilizzo dei risparmi accumulati per sostenere le spese fisse e il carovita. Questo fenomeno genera un impatto diretto e negativo sui consumi interni del territorio modenese. Infatti, venendo meno il “cuscinetto” di garanzia sul conto corrente, i nuclei familiari riducono gli acquisti non essenziali con effetti diretti su commercio al dettaglio, ristorazione e servizi locali. Il drenaggio della liquidità immediata priva l’economia locale di risorse d’acquisto quotidiane, portando a una contrazione del fatturato per le piccole e medie imprese del territorio.
“I dati di Banca d’Italia – afferma Mauro Rossi, Presidente Provinciale Confesercenti Modena – confermano purtroppo una tendenza preoccupante: la perdita di oltre un miliardo di euro dai conti correnti delle famiglie che non rappresenta soltanto un riposizionamento finanziario, ma il segnale tangibile dell’erosione del potere d’acquisto. Con minore liquidita disponibile, i cittadini contraggono le spese quotidiane, alimentando un inevitabile calo dei consumi interni che colpisce direttamente il tessuto commerciale della nostra provincia Modena. Se da un lato la ricchezza finanziaria complessiva stimata dalla Camera di Commercio evidenzia una tenuta del risparmio globale (con un incremento legato ai titoli d’investimento), dall’altro la drastica riduzione dei soldi “pronti all’uso” sui conti correnti delle famiglie modenesi evidenzia la necessità urgente di politiche per il rilancio dei consumi interni”, conclude Rossi.


















