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Reggio Emilia, inversione di rotta: le imprese tornano a crescere

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Reggio Emilia, inversione di rotta: le imprese tornano a crescere
immagine generata con AI

Dopo tre anni di flessione, il sistema imprenditoriale reggiano torna a mostrare un segnale positivo. Nel primo semestre del 2026 le imprese attive sono salite a 47.007, con un incremento di 76 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,2%).

Pur trattandosi di una crescita contenuta, il dato assume un valore significativo perché interrompe una tendenza negativa che si protraeva da tre anni e colloca Reggio Emilia in una posizione migliore sia rispetto alla media nazionale (-0,9%) sia a quella regionale (-1,0%). In Emilia-Romagna solo Rimini registra un risultato più favorevole (+0,3%).

«Non possiamo ancora parlare di una ripresa consolidata – osserva il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi – ma questo dato rappresenta un segnale di fiducia per il nostro territorio. Le imprese hanno dimostrato una buona capacità di adattamento, superando anni segnati dalla pandemia, dall’aumento dei costi energetici e da un contesto internazionale particolarmente complesso.»

«Oggi – prosegue Landi – avviare e sviluppare un’impresa resta difficile. Per questo servono politiche che favoriscano gli investimenti, riducano gli ostacoli burocratici e rafforzino la competitività del nostro sistema produttivo. La Camera di commercio dell’Emilia continua a fare la propria parte: siamo al terzo anno consecutivo di investimenti significativi a sostegno delle imprese, con l’obiettivo di accompagnarne la crescita, l’innovazione e la capacità di affrontare le nuove sfide dei mercati.»

L’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia sui dati Infocamere evidenzia un quadro articolato, con comparti che crescono e altri che continuano a risentire delle difficoltà economiche.

La dinamica migliore riguarda i servizi alle imprese, che aumentano del 2,9% (+291 imprese), raggiungendo quota 10.290 e confermandosi uno dei principali motori dello sviluppo provinciale.

Crescono anche i servizi alla persona (+2,2%; 4.093 imprese), le costruzioni (+0,9%; 10.358 imprese) e le attività di alloggio e ristorazione (+0,9%; 2.729 imprese).

Permangono invece criticità in alcuni comparti tradizionali. L’agricoltura registra la flessione più marcata (-2,8%; 5.280 imprese), seguita dal commercio (-2,1%; 8.304 imprese) e dalla manifattura (-1,9%; 5.757 imprese).

Sul fronte della forma giuridica continua il rafforzamento delle società di capitale, che crescono del 2,9% raggiungendo 13.710 imprese. Restano prevalenti le imprese individuali, che rappresentano il 52,9% del totale, pur registrando una lieve diminuzione (-0,4%), mentre prosegue la riduzione delle società di persone (-2,9%).