
Il 25 agosto 2026, presso la sala contrattazioni di Reggio Emilia della Camera di commercio dell’Emilia, si sono riunite dopo la pausa estiva le Commissioni Tecniche degli esperti di mercato, per le consuete rilevazioni dei prezzi all’ingrosso dei prodotti provinciali, focalizzandosi sui listini dei comparti lattiero-caseario, zootecnico, dei foraggi, dei cereali e dei vini.
Il comparto lattiero-caseario registra un mercato positivo, sostenuto dal Parmigiano Reggiano. Mentre le quotazioni restano invariate per le stagionature dai 12 ai 18 mesi e oltre, il prodotto con stagionatura minima di 24 mesi e oltre registra un incremento di 15 centesimi sia sul minimo che sul massimo, attestandosi a un massimo di 18,00 euro al chilogrammo. In salita anche la stagionatura di 30 mesi e oltre, che cresce di 10 centesimi su entrambi i valori portando il prodotto a un massimo di 18,80 euro al chilogrammo. Nello stesso settore evidenzia un andamento positivo anche lo zangolato di creme fresche per la burrificazione, con un aumento di 5 centesimi sia sul minimo che sul massimo attestandosi a 1,45 euro al chilogrammo, mentre il siero mostra un andamento stabile.
Sul fronte del bestiame bovino, l’andamento del mercato risulta stabile per i bovini da macello e calmo per quelli da allevamento. Per i bovini da macello a peso vivo le quotazioni restano invariate, con la vacca di prima qualità a un massimo di 2,16 euro al chilogrammo; a peso morto la prima qualità si attesta a un massimo di 4,50 euro al chilogrammo. Per i bovini da allevamento e da riproduzione continua il trend negativo con flessioni di 15 centesimi sia sul minimo che sul massimo per tutte le categorie dei vitelli Bleu Belga, il cui prezzo massimo scende a 8,10 euro al chilogrammo.
Il mercato dei foraggi e della paglia risulta attivo: il fieno di primo taglio 2026 registra aumenti di 50 centesimi sia sul minimo che sul massimo, mentre il secondo taglio registra aumenti di un euro su entrambi i valori attestandosi a un massimo di 21,00 euro al quintale.
L’analisi del listino di cereali, farine e proteici evidenzia un mercato stabile per i cereali, dove si registrano rialzi di 2,00 euro sia sul minimo che sul massimo per il frumento tenero nazionale panificabile varietà speciali, attestato tra 236,00 e 240,00 euro alla tonnellata, e un medesimo aumento per la variante fino, che si porta a un massimo di 230,00 euro alla tonnellata. Risulta attivo anche il mercato delle farine e dei cruscami: crusca e cruschello di grano tenero registrano aumenti di 13,00 euro su tutte le varianti, con la versione in sacco carta per partite frazionate, che raggiunge un massimo di 235,00 euro alla tonnellata, il cruscame cubettato sale di 15,00 euro e il farinaccio di grano tenero evidenzia aumenti di 10,00 euro su minimo e massimo, arrivando nella variante in sacco carta a un massimo di 244,00 euro alla tonnellata. Stabile il mercato dei proteici.
Infine, il mercato dei vini risulta stazionario, senza alcuna variazione rispetto alla precedente rilevazione.













