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Analisi Lapam Confartigianato: l’export dei prodotti manifatturieri vale per la provincia di Reggio Emilia quasi 10 miliardi di euro

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Analisi Lapam Confartigianato: l’export dei prodotti manifatturieri vale per la provincia di Reggio Emilia quasi 10 miliardi di euroL’export rimane uno dei pilastri dell’economia della provincia di Reggio Emilia, a conferma del forte orientamento internazionale del sistema produttivo locale e della qualità, apprezzata nel mondo, delle eccellenze prodotte dalle nostre imprese. Una conferma che arriva direttamente anche dall’ufficio studi Lapam Confartigianato che ha analizzato i dati delle esportazioni per l’area nei primi nove mesi del 2025.

Complessivamente, l’export dei prodotti manifatturieri vale per la provincia di Reggio Emilia quasi 10 miliardi di euro. Il comparto della meccanica si conferma nettamente il principale settore esportatore per la provincia. Il valore delle vendite all’estero risulta di gran lunga superiore rispetto agli altri comparti, rappresentando oltre la metà dell’export complessivo. Accanto alla meccanica, mantengono un peso rilevante anche la moda e la ceramica. Altri comparti, come alimentare, mobili e prodotti delle altre industrie manifatturiere, contribuiscono in modo più limitato in termini di valore assoluto, ma restano strategici per la tenuta complessiva del tessuto produttivo. Scendendo nel dettaglio, nella provincia reggiana il valore dell’export della meccanica supera i 5 miliardi di euro, in calo del 3,1% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Seguono i prodotti della moda con poco meno di 2 miliardi di euro, in crescita del 4,1%, e della ceramica con quasi un miliardo di euro, in crescita del 4,3%. Dal punto di vista geografico, i principali Paesi di destinazione restano Stati Uniti, Germania e Francia. La provincia di Reggio Emilia esporta il 59,4% dei suoi prodotti nei mercati dell’UE, mentre il restante 40,6% nei mercati extra UE. Nei primi nove mesi del 2025 la provincia di Reggio Emilia ha esportato prodotti verso la Germania, primo mercato di riferimento, per un valore di 1,3 miliardi di euro, +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Seguono Francia e Stati Uniti, dove però si registrano rispettivamente un -4,1% e un -6,7% delle esportazioni da gennaio a settembre 2025 rispetto al medesimo lasso di tempo del 2024.

«I dati del nostro ufficio studi – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato – restituiscono nel complesso l’immagine di un sistema produttivo in tenuta. Tuttavia, emergono alcuni elementi di attenzione: la forte concentrazione su pochi settori e su alcuni mercati rende il territorio più esposto a shock esterni. Per le imprese la sfida è duplice: consolidare le posizioni sui mercati storici e, allo stesso tempo, diversificare prodotti e destinazioni. In quest’ottica, è positivo l’accordo di libero scambio UE–Mercosur che apre nuove opportunità per l’export italiano: si tratta di un’occasione storica per il Made in Italy e per l’artigianato, anche se l’Europa deve garantire condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana, con strumenti dedicati: credito, garanzie, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione».