Home Bologna Partiti i lavori del Tavolo di salvaguardia del patrimonio produttivo di Bologna

Partiti i lavori del Tavolo di salvaguardia del patrimonio produttivo di Bologna

“A partire dall’esperienza del Tavolo di salvaguardia del patrimonio produttivo di Bologna, unico nel suo genere, la Regione costituirà dei Tavoli provinciali anche negli altri territori”. L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale Vincenzo Colla durante l’incontro degli Stakeholder del Tavolo della Città metropolitana.

Il Tavolo di salvaguardia è il luogo istituzionale di concertazione tra mondo delle imprese e lavoratori per la salvaguardia dell’occupazione e delle attività produttive. È stato nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima che le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali ne hanno chiesto un rafforzamento delle funzioni: il Tavolo assume quindi, per volontà degli stakeholder presenti, anche una nuova fisionomia e diventa “Tavolo di salvaguardia e di ripresa economica”, con sguardo di sistema sulle filiere per agire in chiave anticipatoria sugli effetti della pandemia.

Tra le azioni di supporto previste: analisi dell’incidenza della crisi nelle filiere e nei settori di attività, individuazione delle strategie di intervento sulle competenze verso filiere in espansione, sostegno a progetti di autoimprenditorialità, accompagnamento dei processi di Workers buy Out (WBO) e passaggi generazionali d’impresa, sostegno a progetti di innovazione e crescita per le attività produttive, promozione delle reti di impresa, accompagnamento all’accesso a finanziamenti, raccordo di istanze e azioni di sensibilizzazione dei livelli politici/tecnici sovraordinati.

Nelle prossime settimane verranno avviate le attività dei gruppi di lavoro che saranno individuati da un gruppo tecnico (cabina di regia); alcune indicazioni di massima sono già emerse per filiere in particolare sofferenza come Cultura e spettacolo e Settore aeroportuale, altre avranno un approccio trasversale come quello su WBO, autoimprenditorialità e passaggio generazionale. Rilevante sarà la connessione con strumenti quali il Tavolo metropolitano per il Commercio e le imprese del Turismo e il Tavolo metropolitano per l’inclusione lavorativa.

Il Tavolo ha condiviso la necessità di partire con una consapevolezza comune dei risultati dei vari strumenti conoscitivi attivati dai singoli stakeholder, per questo verrà avviato il gruppo di lavoro su “Dati statistici e monitoraggio” coordinato da Guido Caselli di Unioncamere.

Il Tavolo degli stakeholder, presieduto dal Consigliere metropolitano delegato alle Politiche del lavoro e Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo Fausto Tinti, affiancato dai consiglieri allo Sviluppo economico Marco Monesi e alla Formazione Daniele Ruscigno, e con il supporto della Vicesindaca con delega allo Sviluppo sociale e contrasto alle discriminazioni di genere Mariaraffaella Ferri è composto da: Città metropolitana Bologna, Unioni dei Comuni, Comune di Bologna, Regione ER, Camera di Commercio, Alleanza delle cooperative, Confindustria, CNA, Confartigianato, Confcommercio ASCOM, Confesercenti, CGIL, CISL, UIL.

Il Consigliere Tinti ha quindi dichiarato: “Ci troviamo di fronte a una crisi senza precedenti, in cui è a rischio la tenuta di interi comparti e filiere produttive e di servizi con conseguenze sociali fino a ieri inimmaginabili. Occorre affrontare l’emergenza, sostenere la ripresa e governarla per evitare la polarizzazione del sistema economico tra chi soccombe e chi esce più forte di prima. Per far questo il sistema bolognese istituzioni-imprese-parti sociali si sta dimostrando ancora una volta coeso e mette in pista una iniziativa che va proprio nella direzione di supportare le nostre imprese e i nostri lavoratori. Ringrazio l’assessore Colla per aver con noi condiviso lo spirito, dato speranza e sostenuto le azioni che Città metropolitana sta attuando”.

Durante il Tavolo sono stati inoltre condivisi i dati Unioncamere per il territorio Città metropolitana di Bologna che fotografano la crisi 2020 e le prospettive per i prossimi anni.

Variazione valore aggiunto (differenza fra il valore della produzione di beni e servizi e i costi sostenuti per la loro produzione) nel 2020 rispetto al 2019.

La Città metropolitana perde il 9,5%, la Regione Emilia-Romagna -9,2% e l’Italia -9,1%. Rispetto al territorio dati più negativi per l’Appennino Bolognese, Valli del Reno Lavino Samoggia e Reno Galliera. Meglio nell’Alto Reno Terme che perde il 4,2%. Dal punto di vista settoriale è l’industria il settore di maggior sofferenza, mentre l’agricoltura ha un incremento del 5,5%.

Valore aggiunto, le previsioni relative al 2021 rispetto al 2020 sono di un incremento del 5% a livello metropolitano che dovrebbe essere trainato soprattutto dal settore delle costruzioni. Non ci sono differenze sostanziali a livello territoriale.

Con uno sguardo alle previsioni sulla variazione del valore aggiunto nel 2022 rispetto al 2019, ossia per cercare di capire se nel 2022 avremmo recuperato i livelli pre-pandemia, si rileva che complessivamente la Città metropolitana di Bologna sarà ancora al -1%. A livello territoriale le aree che si prevede avranno maggiore sofferenza sono l’Appennino Bolognese, Reno Galliera mentre cresce Alto Reno Terme e Savena-Idice.

Variazione unità locali e nati-mortalità delle imprese 2020 (dati aggiornati a dicembre) rispetto al 2019: complessivamente abbiamo un saldo negativo del -0,2 %, piuttosto contenuto perché a fronte di un basso numero di imprese cessate (minimo storico dal 2011) c’è stato un numero bassissimo di nuove iscritte. A livello settoriale cresce la sanità e i servizi avanzati, diminuisce l’agroalimentare, l’industria Low Medium Tech e il Commercio.

Variazione occupati delle Unità Locali (sett.2020-sett 2019): a Bologna l’occupazione è diminuita di 11.500 unità, calo del 2,7%, con un calo molto più sensibile per il settore alloggio e ristorazione. Se facciamo un confronto di lungo periodo (2020 rispetto al 2015) si registra un aumento del 13%, corrispondente a 47.000 lavoratori in più.

Dato ISTAT sulla variazione dell’occupazione (media annuale dei trimestri del 2020), con questo dato a Bologna si registra un calo del 5.129 lavoratori che in termini percentuali corrisponde a un -1,1%, di cui -0,6% riguarda l’occupazione maschile e -1,6% quella femminile.

Variazione delle esportazioni (anno 2020 rispetto al 2019): complessivamente Bologna chiude con un calo del 7,1%, anche se in ripresa del 3,1% nel quarto trimestre. A livello settoriale il calo è quasi in tutti settori tranne che per il tabacco.

Indagine congiunturale della Camera di Commercio: l’industria manifatturiera in termini di produzione nel 2020 ha perso il 10,4%, l’artigianato manifatturiero il 13,7%, le costruzioni hanno perso l’8,8%, il commercio il 7,3%. Con uno sguardo ai trimestri si registra una variazione comunque negativa ma più contenuta nel 4° trimestre.