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Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna – speciale meccanica intelligente


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Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna – speciale meccanica intelligenteCosa succederà all’economia dell’Emilia-Romagna nel 2021 dopo la dura contrazione dovuta alla crisi covid-19?

Per rispondere, è fondamentale conoscere il potenziale di innovazione di ciascun settore e filiera e valutare azioni mirate di accompagnamento verso la ripresa. Ecco perché è di notevole utilità la fotografia del fenomeno scattata dall’Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna che offre dati tra i più aggiornati sulle trasformazioni in atto nei comparti e settori dell’economia.

Curato da CISE – Centro per l’innovazione e lo sviluppo economico, sostenuto dalla Camera di Commercio della Romagna, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna e ART-ER, l’Osservatorio monitora, fin dal 2012, l’evoluzione del fenomeno innovazione nelle sue declinazioni tecnologica, organizzativa, di mercato.

L’edizione 2020 è basata su una analisi rappresentativa di oltre 5.000 imprese emiliano-romagnole con più di un milione di euro di fatturato, stratificate per dimensione e localizzazione territoriale (provincia).

Dopo due open talk nel 2020 (a luglio, sull’open innovation; a novembre sulle competenze per governare la relazione tra uomo e macchina), l’Osservatorio propone un nuovo strumento di comprensione dell’innovazione: gli “speciali” sulle principali filiere dell’economia regionale, curati in collaborazione con il research partner Antares.

Il primo “speciale” un cruscotto di lettura per prodotto e territorio, è dedicato alle filiere della «meccanica intelligente» dell’Emilia-Romagna, ovvero le imprese e i settori che adottano una fusione di tecnologie meccaniche, elettroniche, oleodinamiche e digitali che siamo abituati a ricomprendere nel termine «meccatronica».

Si delinea una «doppia frontiera» innovativa della “meccanica intelligente”. Innanzitutto, l’elevata propensione ai mercati esteri: il 75% circa delle imprese dichiara attività di export. Più di un terzo delle imprese meccatroniche esporta oltre il 50%. Ancora, quasi il 60% delle imprese ha almeno un cliente internazionale fra i primi 3 in ordine di importanza.

In secondo luogo, una maggiore propensione all’innovazione e alla trasformazione digitale: oltre il 40% delle imprese meccatroniche dichiara di affrontare un percorso di questo tipo, contro appena un terzo delle imprese di altro tipo. Le principali tecnologie 4.0 sono MES, COBOT, BIG DATA, SIMULATION, IOT, IA).

Un esame per origine e destinazione dei prodotti meccatronici permette di comprendere come la caratteristica di esposizione su mercati globali contenga, al contempo, elementi di vulnerabilità e di resilienza. Una valutazione di questi fattori appare cruciale nella fase di ripartenza dopo il 2020 e dopo lo shock provocato da Covid-19.

Circa 300 milioni di euro di export (il 40% del totale export della meccanica strumentale) sono vulnerabili a rotture della supply chain a causa di eventi estremi.

L’analisi evidenzia poi come la migliore capacità di ripresa non dipenda soltanto da una diversificazione del portafoglio prodotti/mercati, quanto dal grado di dipendenza da filiere di sbocco meno esposte alla crisi globale.

La meccanica regionale che confluisce nelle costruzioni, infrastrutture e macchine presenta una maggiore vulnerabilità in termini di estensione della supply chain; mentre quella meno vulnerabile è legata al packaging e all’agroalimentare.

Per Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere Emilia-Romagna “La meccatronica è di fatto più di una singola filiera di specializzazione e ricomprende, in regione, meccanica strumentale, macchine per l’agricoltura, mezzi di trasporto. Le imprese della meccatronica rappresentano, perciò, un osservatorio privilegiato per la ‘doppia frontiera’ innovativa: elevata propensione all’export e forte capacità di sintonizzarsi con la trasformazione digitale in atto. Dal report, inoltre, emerge chiaramente come la migliore capacità di ripresa dipenda, non solo da una diversificazione del portafoglio prodotti/mercati, ma anche dal grado di dipendenza da filiere di sbocco meno esposte alla crisi globale”.

I dettagli dell’Osservatorio Innovazione Emilia-Romagna 2020 sono consultabili al sito https://www.ciseonweb.it/osservatorio/2020.