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Le imprese soffrono per la pandemia: indagine Lapam nella Zona di Sassuolo


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Le imprese soffrono per la pandemia: indagine Lapam nella Zona di Sassuolo“I dati elaborati dal nostro Ufficio Studi confermano una sofferenza generale, la preoccupazione per questo momento è alta e occorre fare tutto quello che è possibile per sostenere le imprese”. Sauro Simonini, segretario Lapam della Zona di Sassuolo, commenta così una approfondita ricerca dell’Ufficio Studi dell’associazione.

Al 31 ottobre 2020 nell’area della Zona di Sassuolo, compresa tra i comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello, Prignano sulla Secchia e Sassuolo, sono presenti 10.190 imprese attive. 4.350 sono a Sassuolo (il 42,7% delle imprese dell’area), 2.578 a Formigine, 1.576 a Fiorano, 1.319 a Maranello e 367 a Prignano. Alla fine del terzo trimestre 2020 il 30,8% delle imprese della Zona è a carattere artigiano, pari a 3.138 imprese di cui 1.239 a Sassuolo (il 28,5% delle imprese attive nel comune). Lo certifica una approfondita indagine dell’Ufficio Studi Lapam sulla Zona di Sassuolo. Rispetto a ottobre 2019 si contano complessivamente 60 imprese in meno, equivalenti ad un calo dello 0,6%, meno accentuato rispetto al calo registrato a livello provinciale nel medesimo periodo (-0,9%), il calo maggiore è a Formigine (che ha perso 31 imprese), più contenuto a Maranello e Fiorano (rispettivamente -15 e -9), mentre Sassuolo ‘guadagna’ una impresa rispetto a un anno fa. In particolare risultano in calo le attività di commercio all’ingrosso e dettaglio e autoriparazione (-54 imprese, pari al -2,1%) e il comparto manifatturiero (-26 imprese, il -1,6%). In controtendenza i servizi, in particolare i Servizi alle imprese (+25, pari al +1%). Si conferma il calo più profondo nell’artigianato (-1,5%).

L’utilizzo di ammortizzatori sociali tra marzo e luglio

Molto interessante il focus dell’Ufficio Studi Lapam sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali tra marzo e luglio. Il campione preso in esame è composto da 673 imprese associate di cui Lapam elabora mensilmente cedolini e buste paga con sede nei comuni di Fiorano, Formigine, Maranello, Prignano e Sassuolo. Ben 497 imprese hanno avanzato almeno una richiesta di utilizzo di ammortizzatori sociali nel periodo tra marzo e luglio 2020, pari al 73,8% delle imprese del campione, una incidenza superiore rispetto al 69,9% rilevato sull’intero campione esaminato da Lapam a livello globale. Nel dettaglio elaborato dall’Ufficio Studi dell’associazione, la percentuale di lavoratori dipendenti per i quali è stato richiesto l’utilizzo di ammortizzatori sociali nell’area risulta superiore alla media del campione negli ultimi tre mesi considerati (maggio-giugno-luglio) con il mese di aprile come quello più sollecitato (il 56,7% dei lavoratori del campione ha fruito di ammortizzatori sociali in quel mese), mentre le ore lavorative coperte dalle richieste di ammortizzatori sociali superano la quota media provinciale soltanto nel mese di giugno 2020.

Settori più colpiti

Complessivamente nei comuni della Zona di Sassuolo il macrosettore più colpito tra marzo e maggio è quello dell’alloggio e ristorazione, seguito da autoriparazione e costruzioni nei primi due mesi (corrispondenti al lockdown). A partire da giugno all’alloggio e ristorazione sia affianca il manifatturiero, che attenua meno di altri settori l’utilizzo di ammortizzatori sociali nel tempo. Guardando, infine, ai contratti di lavoro quelli che hanno visto la maggiore richiesta di ammortizzatori sociali sono quelli delle scuole private Fism (88% dei dipendenti e 73% delle ore), delle imprese di viaggi Fiavet (82% dei dipendenti e 54% delle ore), comunicazione (71% dei dipendenti e 32% delle ore). A seguire turismo, tessile abbigliamento. La ceramica terzo fuoco per piccole e medie imprese ha chiesto ammortizzatori per il 59% dei dipendenti e il 30% delle ore.

“La ricerca – conclude Simonini – fa capire bene come le imprese stiano facendo tutto il possibile per superare questo momento difficile. Gli ammortizzatori sociali rappresentano uno strumento importante, ma non può essere l’unico. I ristori, che finalmente sono stati pensati per chi ha avuto un calo del fatturato e non solo per categorie specifiche, devono però arrivare in tempi brevi per aiutare gli imprenditori a superare la crisi”.