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Andrea Guerra, neo consigliere di Matteo Renzi, ad un dibattito con Dario Di Vico e Vittorio Borelli

convegno2dicNel programma di eventi organizzati per il 50° di fondazione di Confindustria Ceramica, si è svolto ieri l’incontro su  ‘Imprese, distretti e politica industriale alla prova della globalizzazione’. Protagonisti dell’incontro, moderato da Davide Nitrosi, responsabile pagina economica di QN – il Resto del Carlino sono il Presidente dell’Associazione Vittorio Borelli, il manager Andrea Guerra e il giornalista Dario Di Vico. Un evento coincidente con il lancio del libro ‘Cacciavite, robot e tablet. Come far ripartire le imprese’, scritto da Dario Di Vico assieme a Gianfranco Viesti ed edito da Il Mulino.

“La nostra generazione di management e imprenditoria è la più fortunata della storia – sostiene Andrea Guerra, già Amministratore Delegato di Luxottica e di Merloni, neo nominato consigliere strategico del Primo Ministro Matteo Renzi – perché la rivoluzione tecnologica ha dato l’opportunità di avere 2 miliardi di nuovi consumatori. In questo nuovo contesto valgono però sempre le stesse 5 regole per le aziende di successo: considerarsi un player a livello internazionale, avere un legame forte col consumatore e fornirgli un servizio a 360 gradi, aprirsi al mercato del capitali per fare investimenti, valorizzare il patrimonio umano dell’azienda, infine essere “noiosi” sul proprio core business. Investire nelle persone e nella tecnologia al servizio del processo produttivo e del mercato – ha concluso Guerra – è la chiave di volta per consentire alle nostre aziende di competere sul mercati globali”.

“E’ fondamentale avere una politica industriale on the road, ovvero che sappia cogliere il mutare delle condizioni del mercato – afferma Dario di Vico, inviato del Corriere della Sera e scrittore – e che sappia mantenere gli investimenti stranieri che siamo riusciti ad attrarre nel nostro Paese, con un sistema bancario che sappia interagire con le imprese. La nostra grande cultura industriale non ha saputo darsi delle politiche distributive che aumentassero il valore del prodotto, sul piano tecnico ma soprattutto emozionale. Ecco che il Fondo Strategico Italiano – conclude Di Vico – diventa quindi uno strumento fondamentale di politica industriale per creare piattaforme competitive globali del prodotti italiano all’estero”.

Per Vittorio Borelli, Presidente di Confindustria Ceramica, essere un distretto rimane la formula vincente per affrontare le sfide dei mercati: “La nostra competitività passa attraverso la continua innovazione, lungo tutta la filiera del distretto che, con le sue diverse competenze, contribuisce a dare valore aggiunto al prodotto ceramico italiano, riconosciuto leader in tutto il mondo. Abbiamo aziende di piccola, media e grande dimensione, ognuna delle quali ha saputo trovare la propria fetta di mercato. Il distretto è un ottimo hub distributivo, ma naturalmente diventa necessario un sistema Paese che supporti le aziende del distretto in termini di infrastrutture e snellimento della burocrazia”.