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Prosegue la crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna, piastrelle +6,9%

distretto_comprensorio_ceramicoMonitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna, elaborato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma, aggiornato al 30 settembre 2013.
Prosegue la crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna nel terzo trimestre 2013 (+2,7% la variazione tendenziale), secondo però un ritmo meno intenso rispetto ai mesi precedenti. Nonostante il trend in decelerazione, il dato cumulato sui primi 9 mesi dell’anno resta comunque in territorio positivo: gli scambi dei distretti regionali si sono attestati a
8,2 miliardi di euro, il + 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Emerge un quadro a luci e ombre per il sistema distrettuale regionale. Da un lato si osserva una dinamica meno brillante rispetto a quella nazionale, con una riduzione del numero di distretti che chiude il trimestre in crescita, dall’altro si consolidano i segnali positivi per i due principali distretti: le piastrelle di Sassuolo (+6,9%) e le macchine per l’imballaggio di Bologna (+8,5%).

Resta inoltre elevata la dispersione dei risultati. Hanno chiuso il trimestre con una crescita a doppia cifra il lattiero-caseario parmense (+41,3%), i salumi del modenese (+10,3%), le calzature di San Mauro Pascoli (+16,3%), le calzature di Fusignano Bagnacavallo (+38,6%) e le macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+20,9%). Bene anche i salumi di Parma (+8,4%), le macchine per il legno di Rimini (+3,1%), le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+2,8%) e i salumi di Reggio Emilia (+1,6%). Chiudono invece in calo gli altri tre distretti dell’alimentare: il lattiero-caseario di Reggio Emilia (-1,4%), l’alimentare di Parma (-1,3%) e l’ortofrutta romagnola (-3%). Soffrono anche il distretto dei mobili imbottiti di Forlì (-4,8%), e due distretti del sistema moda: l’abbigliamento di Rimini (-2,8%), che rallenta in Russia e la maglieria e abbigliamento di Carpi (-5,5%). Dati negativi anche per le macchine utensili di Piacenza (-27,3%), la food machinery di Parma (-15,3%) e i ciclomotori di Bologna (-23%).

Le esportazioni della Regione sono state trainate dalle vendite negli Stati Uniti, che hanno evidenziato una crescita del +28,6% rispetto al terzo trimestre 2012. In calo però i flussi in Francia (-1,8%) e Germania (-3,7%), primi due sbocchi commerciali. Sui mercati maturi da segnalare anche il buon andamento delle vendite in Spagna e Australia da un lato e dall’altro il calo in Giappone. Tra i nuovi mercati invece si osserva un ridimensionamento degli scambi verso la Russia (che sconta il crollo dell’abbigliamento di Rimini), mentre ha tenuto l’export verso la Cina. Spiccano, tra i nuovi mercati, le performance osservate in Ucraina, Turchia e Argentina.

Dall’analisi dei dati di export emerge un quadro a luci e ombre per il sistema distrettuale regionale. Da un lato osserviamo un tasso di crescita delle esportazioni inferiore rispetto alla dinamica nazionale (+5,5%), con performance meno brillanti rispetto alle altre regioni ad elevata intensità distrettuale (Toscana su tutti). E’ inoltre sceso a 10 il numero di distretti che chiude il trimestre in crescita, il valore più basso da fine 2009. Dall’altra parte però, si confermano segnali positivi importanti per i due principali distretti: le piastrelle di Sassuolo e le macchine per l’imballaggio di Bologna.

Le esportazioni della regione sono state trainate dalle vendite negli Stati Uniti, che hanno evidenziato una crescita del +28,6% rispetto al terzo trimestre 2012. L’export verso gli USA è così passato da 534 milioni a 604 milioni nei primi nove mesi dell’anno, grazie al successo delle macchine per l’imballaggio di Bologna, il lattiero-caseario parmense e le piastrelle di Sassuolo. Si contrappongono però a questo buon risultato i dati negativi osservati in Francia (-1,8% nel terzo trimestre) e Germania (-3,7%), primi due sbocchi commerciali, che hanno scontato in particolare la diminuzione dei flussi del distretto dei ciclomotori di Bologna. Sui mercati tradizionali da segnalare anche il buon andamento delle vendite in Spagna e Australia (grazie in particolare ai risultati delle piastrelle di Sassuolo) da un lato e dall’altro il calo in Giappone (per la maggior parte delle realtà distrettuali). Tra i nuovi mercati invece si osserva un ridimensionamento degli scambi verso la Russia (che sconta il crollo dell’abbigliamento di Rimini), mentre ha tenuto l’export verso la Cina.

Il mercato statunitense traina anche l’export delle piastrelle di Sassuolo che chiude il trimestre con una crescita complessiva del +6,9% (+12,6% negli USA). In crescita anche le vendite sugli altri principali mercati tradizionali: Francia (+2,8%), Germania (+1,3%) e Belgio (+8,4%). Da segnalare la conferma dei risultati positivi in Spagna e il buon andamento delle vendite in Australia. Il dato cumulato sui primi 9 mesi del 2013 evidenzia un incremento del 6,4% rispetto al 2012, attestandosi su valori superiori ai 2 miliardi di euro grazie in particolare alle performance negli Stati Uniti e in Russia.

Nei primi tre trimestri del 2013 l’export dei distretti emiliano-romagnoli è cresciuto del +13,2% rispetto al 2012. I distretti che hanno contribuito maggiormente alla crescita delle esportazioni negli USA sono stati le piastrelle di Sassuolo, il lattiero-caseario parmense e le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia.