Home Ceramica ‘Seccoumidofuoco’. Manodopera in Mostra a Cersaie

‘Seccoumidofuoco’. Manodopera in Mostra a Cersaie

seccoumidofuoco‘Seccoumidofuoco’ è il titolo della mostra fotografica allestita nel Padiglione dell’Architettura di Cersaie 2013, con 14 opere del progetto affidato da Confindustria Ceramica e dal Museo della Ceramica del Comune di Fiorano Modenese a ‘Linea di Confine per al Fotografia Contemporanea’, associazione culturale che collabora con le istituzioni pubbliche locali nel coordinamento di rilievi fotografici su aree del territorio in relazione alle tematiche della sua trasformazione e che per realizzare questa indagine ha scelto la fotografa reggiana Paola De Pietri.

L’intero corpus delle fotografie da lei scattate in Casalgrande Padana, in Ceramiche Atlas Concorde, in Cotto d’Este e in Florim Ceramiche, andrà a completare le documentazioni raccolte dal 2006 da Manodopera, il progetto finanziato dal Comune di Fiorano Modenese e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con partner istituzionali Acimac, CerArte, Cersaie, Confindustria Ceramica e Società Ceramica Italiana. Nei prossimi mesi Manodopera diventerà una nuova sezione multimediale del Museo della Ceramica nel Castello di Spezzano, per raccontare “gli uomini e le donne che hanno fatto la ceramica”.

“Argille, caolino, sabbie, feldspati e altre materie prime sono alla base delle ‘ricette’ delle ceramiche” commenta il suo lavoro la fotografa Paola De Pietri. “Attraverso operazioni che mi ricordano procedimenti alchemici e grazie a una sapienza e tecnica che arrivano dal nostro lontanissimo passato, materiali friabili sono trasformati, con ispirazione visiva e anche tattile dal mondo naturale, in una spirale che congiunge maggiormente le materie prime al prodotto finito. Da qui il titolo Seccoumidofuoco, che oltre ad essere sintesi della tecnica ceramica suona come formula alchemica. Le foto in progetto e in mostra non hanno lo scopo di essere una spiegazione esaustiva dei nuovi e innovativi processi produttivi dell’industria ceramica, ma suggestioni sulla complessità e sapienza di un processo dove l’uomo oggi è chiamato a partecipare soprattutto come controllore supervisore del processo stesso”.

Paola De Pietri, nata a Reggio Emilia dove vive e lavora, si dedica alla fotografia dagli anni novanta, con numerosi i progetti di osservazione del territorio e di riflessione su dinamiche sociali. Sue opere sono state presentate in importanti esposizioni personali e collettive in Italia, in Europa e in Cina. Nel 2009 ha vinto il premio triennale Albert Renger-Patzsch per la pubblicazione del volume fotografico ‘To face’.