Il 21 luglio 2026, presso la sala contrattazione di Reggio Emilia della Camera di commercio dell’Emilia, si sono riunite le Commissioni Tecniche composte dagli esperti di mercato per le consuete rilevazioni dei prezzi all’ingrosso dei prodotti provinciali. Le sedute hanno riguardato la definizione dei listini relativi ai comparti lattiero-caseario, zootecnico (bestiame, paglia e foraggi) e infine cereali, farine e proteici.
Per quanto riguarda il comparto lattiero-caseario, le commissioni hanno registrato un andamento di mercato attivo per il Parmigiano Reggiano, che vede aumenti di 10 centesimi sulle quotazioni minime delle stagionature 30 mesi e oltre (18,15 euro al chilo), 24 mesi e oltre (17,45 euro al chilo) e 18 mesi e oltre (16,50 euro al chilo). La stagionatura di 24 mesi cresce di 10 centesimi anche sul valore massimo, attestandosi a 17,75 euro, mentre la 30 mesi e oltre conferma il prezzo massimo a 18,65 euro al chilo. Lo zangolato di creme fresche per la burrificazione mantiene invece un andamento stabile con i prezzi minimo e massimo fermi a 1,35 euro al chilogrammo.
Sul fronte del bestiame bovino, l’andamento del mercato si presenta calmo con diffuse flessioni. Nel settore dei bovini da macello a peso vivo si registrano cali di 9 centesimi sia sul minimo che sul massimo per la vacca di prima e di seconda qualità (portando la prima qualità a un massimo di 2,21 euro al chilo), e di 8 centesimi per quella di scarto. Flessioni più marcate si rilevano per i bovini da macello a peso morto, dove tutte le tipologie di vacca perdono 20 centesimi su entrambi i valori, portando quella di prima qualità a un massimo di 4,60 euro al chilogrammo. Per i bovini da allevamento e da riproduzione si registrano cali di 20 centesimi sui minimi e 30 centesimi sui massimi per i vitelli bleu belga (massimo a 8,50 euro al chilo) e per quelli di seconda categoria. Riduzioni analoghe si osservano per i vitelli da latte, con perdite di 20 centesimi sui minimi e 30 centesimi sui massimi sia per la prima che per la seconda qualità. Il mercato dei foraggi risulta attivo con prezzi invariati, mentre quello della paglia si presenta stazionario.
Infine, l’analisi del listino di cereali, farine e proteici evidenzia un mercato attivo per i cereali, dove il frumento tenero nazionale panificabile mostra rialzi di 4,00 euro su entrambi i valori per tutte le sue categorie, con le varietà speciali di grani di forza che toccano un massimo di 239,00 euro alla tonnellata. Crescono anche il mais nazionale ibrido comune, che sale di 6,00 euro attestandosi a un massimo di 232,00 euro alla tonnellata, e l’orzo nazionale, in aumento di 3,00 euro. Il mercato delle farine e dei cruscami presenta un andamento stabile, con quotazioni invariate per la crusca e il cruschello e per il farinaccio di grano tenero. Chiude la seduta il comparto dei proteici con un andamento debole, in cui si segnala la flessione della polpa di bietole secche, che perde 3,00 euro su entrambi i valori attestandosi a un massimo di 292,00 euro alla tonnellata.


















