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Analisi Lapam Confartigianato sull’accesso al credito: a Modena difficoltà per le imprese artigiane

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Analisi Lapam Confartigianato sull’accesso al credito: a Modena difficoltà per le imprese artigianeLa guerra in Medio Oriente sta generando tensioni sui prezzi dell’energia. Se i prezzi di petrolio e gas dovessero restare elevati a lungo, ciò potrebbe provocare un aumento dell’inflazione. Di conseguenza, la Banca Centrale Europea potrebbe adottare una politica monetaria più restrittiva, che genererebbe effetti recessivi, compromettendo la ripresa della produzione manifatturiera e degli investimenti.

È quanto emerge da un’indagine realizzata dall’ufficio studi Lapam Confartigianato. Il quadro che ne appare evidenzia che a dicembre 2025 (ultimo dato disponibile) il tasso di interesse bancario annuo effettivo (TAE) pagato dal totale delle imprese emiliano-romagnole si attesta al 4,43%, il più basso rilevato tra le regioni. Di fronte alla possibilità di una nuova fase di stretta monetaria è preoccupante osservare come non sia ancora rientrata quella iniziata nel 2022. A dicembre 2025, infatti, il costo del credito in Emilia-Romagna è ancora superiore di 168 punti base rispetto a giugno 2022, precedente al rialzo dei tassi (+189 punti in Italia). Secondo gli ultimi dati disponibili in Emilia-Romagna il tasso pagato dalle piccole imprese a giugno  2025 è del 7,6%, superiore di 310 punti base rispetto al 4,5% delle imprese medio-grandi. Il tasso di interesse rimane comunque il più contenuto dopo quello applicato alle piccole imprese della Provincia Autonoma di Bolzano (6,7%) e inferiore all’8% del Veneto e all’8,1% di Piemonte e Lombardia. Nell’ultimo anno il calo dei prestiti alle imprese si è fatto meno severo, con dinamiche differenti per  tipologia e dimensione d’impresa che hanno penalizzato maggiormente le imprese più piccole e  l’artigianato. I prestiti alle piccole imprese in Emilia-Romagna risultano in calo costante da dicembre 2021 e le ultime rilevazioni disponibili indicano che a dicembre 2025 la diminuzione è pari al -3,7%. Esaminando il trend del credito per settore e provincia, si osserva un calo più marcato in Emilia-Romagna per il Manifatturiero pari al -1,8%: Modena risulta però in controtendenza rispetto alle altre province regionali, facendo segnare un +7,1%. Anche le Costruzioni fanno registrare una flessione, seppur meno intensa, pari al -0,9% a livello regionale, ma anche qui Modena risulta in controtendenza con un +6,3%. Nei Servizi, che assorbono il 45,1% dello stock di credito regionale, si osserva una crescita del +0,9%, con Modena che segna un +2,1%. L’approfondimento dei dati a livello provinciale per i prestiti alle imprese artigiane evidenzia un calo diffuso a gennaio 2026, più marcato per Modena con un -13,7%. Rispetto al 2019 i prestiti bancari a questo cluster di imprese artigiane sono diminuiti di oltre due quinti in regione (-41,1%), un calo oltre tre volte più accentuato rispetto al -12% osservato nello stesso periodo di tempo per il totale imprese. A Modena si registra una flessione pari a un -43,7%.

«Questo scenario ci preoccupa profondamente, soprattutto perché il nostro tessuto produttivo non ha ancora assorbito la stretta iniziata nel 2022 – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato –. Ciò che è più inaccettabile, però, è la disparità nell’accesso al credito a cui si aggiunge un vero e proprio “razionamento” dei prestiti che colpisce le realtà più piccole che andrebbero invece agevolate. Come associazione chiediamo un intervento immediato: il sistema bancario e le istituzioni europee devono riconoscere che non si può scaricare il peso delle politiche anti-inflattive esclusivamente sulle spalle delle micro, piccole imprese e dell’artigianato, che rappresentano il vero motore economico e sociale dei nostri territori».