Home Ceramica Le sfide future dell’industria ceramica italiana nel convegno di fine anno dell’Associazione

Le sfide future dell’industria ceramica italiana nel convegno di fine anno dell’Associazione

Si è tenuto nei giorni scorsi – in presenza e connessione digitale con oltre 130 partecipanti – il convegno “Mercati e costruzioni: come si entra nel 2021 con la pandemia?”, durante il quale è stato presentato l’Osservatorio Previsionale sul Mercato mondiale, realizzato da Prometeia con il supporto di BPER Banca, ed è stata sviluppata una riflessione sugli scenari futuri, anche alla luce dell’approvazione del ‘Next Generation EU’ che prevede il rinnovo di 31 milioni di immobili entro il 2030.

Dopo il saluto del Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, ha preso la parola Stefano Bolognesi, Presidente della Commissione Statistiche dell’Associazione, il quale ha sottolineato come, dopo un inizio di anno positivo, la pandemia ha determinato nel secondo trimestre una pesante contrazione delle vendite sia in Italia che sull’estero, a cui è seguita una ripresa da maggio tale da consentire di recuperare gran parte del terreno perduto. “Nel quinquennio 2014 – 2019 la quota di mercato della ceramica è aumentata in Italia (+0,8%), in Germania, Francia ed in Europa Occidentale (+3,6%), mentre i materiali resilienti registrano incrementi principalmente negli USA. La ceramica rappresenta un materiale leader di mercato – ha proseguito Bolognesi – se si pensa che in Italia la sua quota è superiore al 75%, che vale oltre la metà di tutte le superfici in Europa Orientale, Africa e Far East e Pacifico e di circa un terzo in Europa Occidentale”.

Introdotto da Lello Naso de Il Sole 24 Ore, ha poi preso la parola Giuseppe Schirone di Prometeia, il quale, definendo il 2020 anno della resilienza, ha sottolineato come il calo produttivo del 18% sia da imputare principalmente al lockdown che ha impedito di lanciare nuovi prodotti, bloccando l’attività commerciale e le manifestazioni fieristiche. Circa un 15% delle vendite complessive nell’anno, pari a 60 milioni di metri quadrati, derivano da giacenze a magazzino. Per quanto riguarda le prospettive, è atteso un significativo rimbalzo dell’edilizia in Italia nel 2021 (oltre il +10%), anche se si potrà tornare ai livelli pre-andemia non prima del 2023.

“In questo periodo di pandemia, molte persone hanno investito sulla casa – ha ricordato Giovanni Savorani, Presidente di Confindustria Ceramica – prestando maggiore attenzione alla vivibilità degli spazi e alla salubrità dei materiali. Negli ultimi sei anni abbiamo investito oltre 2,4 miliardi di euro e ciò ci ha resi competitivi sia sul piano produttivo che del servizio”. “Ci sono però tre grandi questioni aperte – ha rimarcato Savorani – che possono pregiudicare in modo pesante la competitività delle nostre imprese. La prima riguarda il sistema degli ETS dell’Unione Europea che, pur mirando ad un obiettivo climatico pienamente condivisibile, ci penalizza con l’inaccettabile esclusione del nostro settore dalla lista di quelli ammessi alla compensazione dei costi sull’energia elettrica di acquisto. Un secondo tema di perdita di competitività è quello relativo ai ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, in particolare la Bretella Campogalliano-Sassuolo, e nelle criticità che emergono ora nell’interessante progetto regionale di collegamento ferroviario tra gli scali di Marzaglia e di Dinazzano. Infine, è indispensabile che la scadenza del Superbonus 110% venga equiparata a quella del Recovery Plan, quindi allungata fino al 2026, e che le procedure vengano semplificate per evitare di perdere per strada migliaia di interventi”.

Franco Guidi, Amministratore Delegato di Lombardini22, la più importante società di progettazione in Italia, con 300 addetti e un fatturato di 18 milioni di euro, ha approfondito le trasformazioni in atto nella progettazione degli spazi residenziali e commerciali. “In Italia chi fa progettazione e architettura ha dimensioni troppo piccole. Dobbiamo ragionare sempre più in termini di filiera sui mercati internazionali, oltre che in Italia dove è necessario rendere il codice degli appalti un volano per l’intera economia, accorciando sensibilmente i tempi tra la progettazione e la costruzione. Per le trasformazioni in atto, la ceramica è un materiale straordinario anche in un’ottica di economia circolare, grazie alle sue caratteristiche di sostenibilità e igienicità”.

“La nostra produzione ceramica si distingue nel mondo per qualità, per design, per materiali, ma l’Europa deve riconoscere gli investimenti in sostenibilità ambientale, che il settore ha già fatto e sta continuando a fare, perché su questo versante non può esserci una competizione sleale” – ha dichiarato Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Regione Emilia-Romagna. Su questo tema il presidente Stefano Bonaccini, insieme al ministro Amendola, hanno scritto una lettera al Governo Spagnolo ed alla Regione di Valencia per condividere lo stop all’entrata in vigore dell’Emission Trading “in modo che ci sia un riconoscimento a chi ha investito per limitare le emissioni di gas ad effetto serra e il consumo energetico”.

L’Assessore ha poi informato che nell’incontro con il Console Usa a Firenze ha perorato il riconoscimento formale del programma di buone pratiche fitosanitarie (GPP) per la decontaminazione delle spedizioni in quel Paese, al fine di superare l’annosa questione dei controlli doganali che rallentano enormemente l’ingresso delle merci italiane. In recenti conversazioni con il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio l’Assessore ha inoltre chiesto più attenzione per un distretto così strategico per la bilancia commerciale del Paese, sollecitando anche “una semplificazione delle pratiche legate al 110%, perché quel provvedimento serve a far ripartire il Paese, non solo il settore delle costruzioni e le tante filiere collegate al settore dell’edilizia”.

Emanuele Orsini Vice Presidente di Confindustria per Credito, Finanza e Fisco ha poi illustrato i principali indicatori economici del nostro Paese. “Siamo passati da un primo trimestre con un -5,5% del PIL – ha spiegato Orsini – ad un secondo trimestre a -13%, per poi registrare un terzo trimestre ad un +16,5%. Prevediamo di chiudere l’anno con una variazione di PIL poco al di sotto del -10%. Tuttavia registriamo un -25% per ciò che riguarda la produzione industriale e addirittura un -40% per i servizi, oltre ad un pesante -17% nei consumi delle famiglie. “Non dobbiamo dimenticare – sottolinea Orsini – l’aumento del +7,8% del debito delle imprese verso le banche, pari a 130 miliardi di nuove garanzie ed è necessario che sia inserita nella Legge di Bilancio la moratoria dei prestiti fino a giungo 2021”. “Il Superbonus 110% è una manovra di visione e deve essere equiparata al Recovery Plan. E’ stato un errore sospendere il piano Industria 4.0, andrebbe reso strutturale applicandone la bancabilità”.

In chiusura hanno preso la parola Paolo Lamberti, vice presidente di Acimac, e Claudio Casolari presidente di Federchimica-Ceramicolor, che hanno rilevato la centralità dell’operare in una logica di filiera, del rilancio del Piano Industria 4.0 e della formazione verso le giovani generazioni.