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Vertenza Kemet di Pontecchio Marconi, ridotti i tagli e azienda pronta a investire

Kemet Electronics Italia Spa di Pontecchio Marconi: siglato un accordo tra azienda e sindacati per ridurre gli esuberi, che da 70 scendono a 58, e rilanciare le produzioni dell’azienda dell’Appennino bolognese.

L’intesa è arrivata oggi pomeriggio a Bologna, al temine di un incontro convocato in viale Aldo Moro dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. A sottoscrivere l’accordo, oltre alla Regione Emilia-Romagna, i sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl, i rappresentanti dei lavoratori (Rsu), i vertici dell’azienda, l’amministrazione comunale di Sasso Marconi e la Città metropolitana di Bologna.

Kemet ha in Italia un organico complessivo di 442 dipendenti (oltre a 12 dirigenti) tutti nello stabilimento di Pontecchio Marconi. Attualmente 351 lavoratori, fino al prossimo 3 febbraio 2018, sono interessati da contratto di solidarietà.

Dopo un confronto tra sindacati e azienda nei mesi scorsi, con l’accordo è stato ridotto il numero degli esuberi indicato dall’impresa nell’avvio della procedura di eccedenza del personale: riduzione che scende da 70 a 58 dipendenti e mobilità volontaria (senza opposizione), incentivata economicamente e affiancata da specifiche azioni per la ricollocazione.

L’azienda, inoltre, ha confermato l’impegno a proseguire la valorizzazione delle attuali produzioni (film metallizzato e condensatori in film plastico), ma anche la volontà di esplorare opportunità di differenziazione con lo sviluppo di nuovi prodotti per mercati emergenti, continuando a potenziare la funzione di ricerca e sviluppo.

Il prossimo novembre, l’azienda e sindacati condivideranno un piano formativo per assicurare la ridistribuzione delle competenze dei lavoratori e garantire la migliore efficienza anche dopo le uscite di personale.