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Produttori italiani di piastrelle: ritorno alla crescita e ai profitti

piastrelle-ceramicaEmerge e si rafforza, nel 2014, un processo di ritorno alla crescita ed alla profittabilità nell’industria italiana delle piastrelle ceramiche. Il fenomeno è particolarmente evidente se confrontato con i risultati presentati nel precedente Rapporto del CENTRO STUDI ACIMAC-MECS: i fatturati delle imprese sono cresciuti mediamente del 4,3% cioè di 1,3 punti percentuali in più, rispetto al +3% dell’anno precedente, raggiungendo un fatturato complessivo di quasi 5 miliardi di Euro.

La performance di profittabilità delle imprese italiane migliora significativamente: Il valore aggiunto/fatturato, che è il primo indicatore (a monte) di margine lordo nella catena del valore, risulta, nelle imprese italiane di produzione di piastrelle, cresciuto di quasi un punto percentuale fra il 2013 e il 2014, collocandosi a circa il 31,1% (Spagna 30,6%, Asia 27,4%). Inoltre Il costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) nel 2014 risulta quasi invariato al livello del 2013 (poco sopra al 20% del fatturato e pari al livello del CLUP nelle imprese spagnole), anche se il costo del lavoro unitario è cresciuto (52.300 Euro per addetto, contro 51.400 Euro nel 2013).  Un CLUP stabile è certamente un sintomo positivo: esso implica che la diminuzione nell’impiego di manodopera e l’incremento del costo del lavoro medio per addetto sono comunque ben bilanciati con la capacità della forza lavoro di produrre ricavi.

I principali indici di redditività (ROE, ROI e ROS: redditività del capitale proprio, del capitale investito e delle vendite, rispettivamente), come pure anche gli indici di marginalità più a valle del valore aggiunto, migliorano tutti in modo significativo nel 2014, rispetto alla situazione riscontrata nell’anno precedente. Come conseguenza del miglioramento delle condizioni di profittabilità, si osserva un’apprezzabile crescita delle imprese in utile.

AZIENDE

Dall’analisi dei risultati aggregati delle imprese italiane, distinti su base dimensionale (in tre classi: 0-40 milioni, oltre 40-100 milioni e oltre 100 milioni) si vede però che, sebbene tutte le classi migliorino in termini di profittabilità, le imprese più grandi hanno risultati molto superiori alle imprese della classe intermedia e quest’ultima, a sua volta, fa meglio della classe di imprese di minori dimensioni.  Per esempio, il capitale investito nelle grandi imprese offre una redditività (ROI) pari al 5,5%, mentre nelle più piccole tale redditività supera di poco il 2%.

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