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Le condivisioni di cibo e ceramica italiana

Il processo costruttivo della ceramica prende inizio dalla selezione delle terre che, prima della trasformazione fisica attraverso la cottura, compongono la “ricetta” fondamentale le cui proporzioni esatte permettono “all’impasto” di cuocere al fine di ottenerne la produzione. Sta in questa capacità che l’uomo ha acquisito con migliaia di anni di lavoro e che nel tema dell’Expo “Nutrire il pianeta,energie per la vita” si ripropone nel cibo, l’artificio meraviglioso della trasformazione di componenti separate in nuove unità inscindibili. La ceramica è l’antenata fondante delle metamorfosi che hanno costituito la base dell’evoluzione tecnica umana e sulla quale il cibo, a sua volta, ha potuto replicare infinitamente la sua complessa ed incredibile evoluzione. Questo il concept di ‘Laboratorio Ceramics of Italy,’ che si terrà presso la Triennale di Milano dal 1° al 10 maggio prossimi.

I cibi quale focus dell’ Expo  saranno quindi raccontati come miscele selettive precisamente affinate nel corso dei secoli che, su questa condizione, si costruiscono prima della cottura esattamente come la ceramica. Questo “luogo” si è reso essenziale (impermeabile, antibatterico, liscio, termico, ecc.) alle grandi strategie di miscela e lavorazione degli ingredienti nella loro trasformazione. Grazie alla sua invenzione la tecnica alimentare ha compiuto un processo evolutivo esponenziale.

Il racconto di queste  omogenizzazioni che permettono un processo dall’estrazione/coltivazione, produzione e lavorazione delle parti verso quella che in chimica è definita un’ “operazione unitaria”, sarà fatto dagli studenti del corso in Design dell’Università della Repubblica di San Marino, che specificatamente si sono preparati lungo tutto un semestre al grande tema del cibo come “miscela”. I giovani designer mostreranno e coinvolgeranno il pubblico in esperienze sulle qualità di adesione dei prodotti, sui loro colori come elementi fisici, sui profumi misura di quantità, sui principi di soluzione, volume, estetica e gioco.

In un laboratorio ad ampie superfici ceramiche costruito nell’impluvium della Triennale, 45 universitari laureandi si daranno il cambio lungo i 10 giorni della mostra con storie e sostanze sempre diverse, coadiuvati da un attrezzatura che  riprenderà proiettando sulle pareti e riversandoli in “rete” gli esperimenti operati in “presa diretta”, attraverso macchine setacciatrici professionali appositamente trasformate con le quali produrranno miscele e separazioni di quel processo che precede, come nella ceramica, la fase di cottura.

I laboratori, ai quali sarà possibile iscriversi, sono rivolti anche ai bambini delle attività  organizzate  dalla Triennale  e produrranno quindi uno speciale  “intreccio” didattico tra giovani e giovanissimi.

Non una mostra quindi, ma un laboratorio aperto tra la conoscenza diretta della capacità umana di ricomporre gli elementi in sempre nuove produzioni artificiali, sia minerali (ceramica) che alimentari e la meraviglia della bellezza che già in questa fase l’estetica sottrae alla tecnica, condizione di efficienza creativa che anima totalmente la cultura umana.