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L’industria ceramica italiana, 236 aziende con 27.000 addetti nel 2013, ha fatturato 5,5 miliardi di euro con un export del 75%


confsta2014Il comparto delle piastrelle di ceramica prodotte in Italia raggiunge i 4,73 miliardi di euro (+3,16%), grazie ad un export di 3,87 miliardi (+5,66%) ed al perdurare delle difficoltà del mercato interno (-6,84%). Oltre 740 milioni di euro il fatturato di ceramica sanitaria, materiali refrattari e stoviglie, che occupano 6.500 addetti.

In occasione dell’Assemblea 2014 di Confindustria Ceramica sono state presentate le indagini statistiche relative ai diversi comparti che compongono l’industria ceramica italiana. Sono 236 le industrie italiane di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari attive nel 2013, che occupano 27.060 addetti e che hanno fatturato 5,5 miliardi di euro complessivi, grazie a vendite oltre confine per il 75%.

Le piastrelle di ceramica prodotte in Italia.
Sono 156 le aziende (-3 rispetto al 2012) presenti sul suolo italiano, dove sono occupati 20.537 addetti (-3,83%), che nel corso del 2013 hanno prodotto 363,4 milioni di metri quadrati (-1,05%) tali da consentire vendite per 389,3 milioni di metri quadrati (1,85%). Opposta la dinamica dei mercati di destinazione, che registra in Italia una ulteriore flessione del -7,18% (86,5 milioni di metri quadrati nel 2013) ed un significativo incremento del 4,76% nelle esportazioni, ora pari a 302,7 milioni di metri quadrati. Il fatturato totale, 4,73 miliardi di euro (3,16%) derivano per 3,87 miliardi dalle esportazioni (5,66%) e da 856 milioni di euro da vendite sul territorio nazionale (-6,84%). Significativi sono gli investimenti realizzati per quasi 225 milioni di euro, valore prossimo al 5% del fatturato annuale. Per l’anno in corso gli investimenti previsti sono pari a oltre 248 milioni di € (+10% rispetto al 2013).

La ceramica sanitaria.
Sono 36 le aziende industriali produttrici di ceramica sanitaria, 32 delle quali localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo), che occupano complessivamente 3.723 dipendenti, che hanno prodotto 3,8 milioni di pezzi (-6,77%) e venduto 3,6 milioni di pezzi (-6,07%), usciti dalle fabbriche italiane. Il fatturato è di 308,4 milioni di euro (-8,68%), derivanti per 204 milioni di € da vendite sul mercato nazionale e da 104,2 milioni di € dalle esportazioni. In flessione, secondo le rilevazioni Eurostat, le importazioni di sanitari dall’estero in tonnellate: -17,94%)

L’industria dei materiali refrattari.
Le 35 aziende attive nella produzione di materiali refrattari presenti sul territorio nazionale occupano 2.125 addetti (+6 rispetto al 2012) per una produzione pari a 421.172 tonnellate (-10,07%) e vendite a 442.694 (-9,17%). Le vendite in Italia sono scese nel 2013 a 279.680 tonnellate (-12,67%), che ora sono pari al 63,2% dei volumi complessivi venduti. Il fatturato totale, ora pari a 392,8 milioni di euro, deriva da vendite sul territorio nazionale per 238,3 milioni di euro (-11,17%), da 91,7 milioni di esportazioni comunitarie (-4,25%) e da 62,8 milioni di euro da esportazioni extracomunitarie (+0,33%).

Le stoviglie in ceramica.
Le 9 aziende industriali italiane occupano 675 dipendenti per una produzione (e vendita) di 13.000 tonnellate di prodotto finito. Le vendite sul mercato domestico rappresentano circa l’80% delle vendite totali. Il fatturato 2013 è pari a 40 milioni di euro, di cui circa il 70% realizzato in Italia. Di particolare rilievo è l’adozione, da maggio 2013, di misure antidumping sulle importazioni di stoviglie cinesi in Europa, con valori di dazi per i prossimi 5 anni compresi tra il 13,1% ed il 36,1% a seconda dei diversi esportatori cinesi: tale misura ha determinato un calo superiore al 40% dell’import, pari a circa 200.000 tonnellate annue.

Il primo trimestre 2014 delle piastrelle di ceramica.
La ripresa dei consumi dell’Unione Europea, che nel caso delle esportazioni di piastrelle di ceramica dall’Italia ritorna a doppia cifra dopo diversi semestri, viene trainata dalla Germania (+16,46% in fatturato), dalla Francia (+10,18%) e dalla Gran Bretagna (+29,20%). Molto positivi anche i risultati di diversi paesi della Mitteleuropa (Ungheria, +42,71%; Repubblica Ceca +15,03%) e dell’area baltica (+43,11%). Situazione di stasi invece nei paesi extra europei, che dopo la forte crescita realizzata nel corso del 2013, consolida il fatturato del primo trimestre (+2,38%). In calo la Russia (-16,05%) che risente sia della svalutazione del rublo, della situazione di conflitto nell’area caucasica e di un rallentamento nella congiuntura interna, una flessione nell’area del Golfo – pausa di riflessione dopo le forti crescite negli anni scorsi – mentre le esportazioni in Africa (+12,08%) ed Australia / Oceania (28,57%).