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La Camera dei Deputati introduce il risparmio idrico negli incentivi strutturali per le ristrutturazioni edili

acqua_rubinettoAnche l’acqua, al pari dell’energia, è una risorsa scarsa il cui utilizzo efficiente nell’ambito delle abitazioni merita una incentivazione. Non temporaneo, come le misure fiscali attuali in scadenza a fine 2013, ma strutturale tale da dare risposte alla indispensabile riqualificazione del patrimonio edilizio italiano. E’ questa la decisione assunta, all’unanimità, nella giornata di ieri alla Camera dei Deputati, su un emendamento che ha visto concordi sia la Commissione che lo stesso Governo.

Un risultato importante anche per l’industria ceramica italiana, che nel comparto dei sanitari è in grado di rendere disponibili vasi con consumi di soli 6 litri, come anche nell’industria delle piastrelle di ceramica per i conseguenti lavori di riqualificazione delle sale da bagno. Un traguardo reso possibile dall’ordine del giorno, presentato dal senatore Stefano Vaccari ed altri ed approvato dal Governo, i cui contenuti alla Camera sono diventati un emendamento presentato da Giuseppe Fioroni ed altri che è stato, come detto, approvato ieri sia in aula che nelle commissioni referenti che dal Governo. Ora si attenda, entro il 4 agosto, la definitiva rilettura al Senato per l’approvazione finale.

Le misure di incentivazione dell’installazione di apparecchi sanitari ad elevata efficienza idrica rappresenta uno dei contributi che il settore ceramico può dare al miglioramento e riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale. Accanto alle piastrelle, che nelle facciate ventilata migliorano l’efficienza energetica dell’edificio, anche i sanitari in ceramica potranno essere in grado di elevare l’efficienza idrica delle nostre case.

Tale norma apre importanti opportunità di risparmio se si pensa che l’acqua utilizzata per lo scarico dei vasi rappresenta il 30% dei consumi medi giornalieri di un cittadino italiano, pari a 250 litri giorno. Una recente indagine del Cresme ha evidenziato che in Italia sono installati oltre 57 milioni di vasi, che consumano 1,4 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno equivalenti ad un costo annuo di 2,4 miliardi di euro. Oltre il 51% di questi sanitari è stato posato prima del 1990, quando gli apparecchi sanitari utilizzavano 12-15 litri per ogni scarico, rispetto ai prodotti attuali operano invece con scarichi ridotti, pari o inferiori a 6 litri.

Se si sostituissero i 28,4 milioni di vasi “ante 1990” con nuovi apparecchi aventi scarico massimo pari a 6 litri si avrebbe un risparmio strutturale di acqua pari a 414 milioni di metri cubi all’anno. Per i consumatori vorrebbe dire un minor costo di 665 milioni di euro l’anno, per l’ambiente, oltre alla tutela della risorsa idrica, anche 2,9 milioni di tonnellate di CO2 evitata ogni anno per la produzione dell’energia elettrica utilizzata per l’approvvigionamento e la distribuzione della risorsa idrica.

Queste misure potranno dare una mano anche all’industria italiana dei sanitari in ceramica, che vive oggi una situazione di difficoltà. Lo stesso studio Cresme ha valutato che l’incentivazione fiscale della sostituzione dei vasi, equiparandoli al 65% previsto per efficienza energetica, se fosse stata introdotta nel secondo semestre 2013 avrebbe potuto stimolare 123.000 interventi, attivando investimenti per 67,7 milioni di euro, e con effetti occupazionali diretti e indotti quantificati in 756 posti di lavoro.

“All’’industria ceramica italiana che chiedeva interventi strutturali per affrontare la crisi strutturale del comparto edilizio nazionale – afferma il Presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli – il Governo ed il Parlamento hanno dato una risposta positiva ed alta, a partire dal 2014. L’inserimento del risparmio idrico nelle misure incentivabili, sottolineando come anche l’acqua al pari dell’energia sia una risorsa scarsa da tutelare, va nella giusta direzione di una finanza pubblica che orienta verso percorsi di sviluppo sostenibile le proprie scelte”.

“La decisione assunta dalla Camera dei Deputati, dopo che il dibattito in Senato aveva già rimarcato l’importanza del provvedimento sul risparmio idrico – rileva il senatore Stefano Vaccari – sottolinea la precisa volontà di procedere lungo un percorso di riqualificazione edilizia che ponga al centro tutti i fattori coinvolti nello sviluppo sostenibile. Tale iniziativa va nella direzione di supportare lo sviluppo di un settore portante dell’economia nazionale come quello ceramico, che ha a Sassuolo, Imola e Civita Castellana tre importanti poli produttivi ed occupazionali”.

“Si tratta di un primo passo dopo tante parole e tanto tempo perso – dichiara l’on. Giuseppe Fioroni -. Un segnale positivo anche per le nostre ceramiche, che come l’efficientamento idrico previsto negli incentivi, avranno una spinta alla produzione e alla crescita dei fatturati con risvolti occupazionali positivi, senza considerare l’indubbia ricaduta ambientale”.

“La logica che abbiamo seguito nel proporre le modifiche al testo originario – spiega l’on. Alessandro Mazzoli – è quella di prevedere agevolazioni non solo per il risparmio energetico, ma anche per quello idrico. Si tratta di due interventi concreti a favore del Viterbese: gli incentivi fiscali per chi sostituisce il vecchio water con uno a elevato risparmio idrico, quali quelli brevettati nel distretto ceramico di Civita Castellana, daranno una boccata d’ossigeno all’economica del comparto. Negli ultimi anni circa 700 lavoratori sono stati espulsi dal ciclo produttivo e 1.411 sono entrati in cassa integrazione. Si tratta di un duro colpo per lavoratori e imprese, ma anche per il tessuto produttivo provinciale perché il fatturato del distretto rappresenta una parte rilevante del Pil. La misura approvata aiuterà a risollevare le vendite dei sanitari di Civita”.