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ll Presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi sulla realizzazione delle infrastrutture nel territorio

“Nel nostro territorio si incrociano alcune delle principali arterie viarie del Paese.

Queste infrastrutture, spesso datate, richiedono un processo continuo di adattamento alla nuova domanda di efficienza e di sicurezza.

Integrare e sostituire le infrastrutture esistenti può rappresentare un’opportunità o un’occasione persa se non si saprà cogliere il momento.

Penso al Passante di Bologna, alla Bretella Campogalliano Sassuolo, alla Cispadana: poche decine di chilometri, strategiche per la competitività e lo sviluppo.

Sono queste alcune delle grandi opere attese da decenni, e la cui non realizzazione tiene bloccato il Paese. Al danno economico si somma quello ambientale. Infatti, senza modernizzazione della viabilità si continuerà a concentrare un’eccessiva dose di smog e di sostanze inquinanti sul territorio.

Certamente non è da oggi che ne parliamo, quindi sarebbe opportuno un mea culpa generale per i rallentamenti e le decisioni non prese in questi ultimi 30 anni.

Ciò detto, in un momento in cui le nostre imprese e la nostra regione paiono non subire ancora in maniera forte gli effetti della frenata economica, di cui leggiamo e sentiamo spesso parlare, riconoscendoci come seconda area manifatturiera d’Europa, dovremmo superare preconcetti e cogliere l’opportunità di andare oltre le ideologie, darci delle priorità e dare il via almeno alle opere principali nella forma che si riterrà migliore. L’importante però è avviare i lavori, è assolutamente necessario fare qualcosa”.

Così il Presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi.