Home » Economia, Modena, Politica » Comune di Modena, ecco il bilancio 2019 pensando alla città del futuro

“Vogliamo conservare le radici profonde della nostra storia e al tempo stesso gettare lo sguardo lontano. Cambiando. Con coraggio, gradualità e concretezza, ma con una rivoluzione culturale, verso una città compatta, inclusiva, sostenibile, con più lavoro, opportunità e bellezza”. Lo ha affermato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli presentando in Consiglio comunale oggi, giovedì 22 novembre, il Bilancio di previsione 2019-2021 con una relazione che, in vista degli ultimi mesi del mandato amministrativo, ha ripercorso i principali risultati ottenuti e ha sottolineato le esigenze dei Comuni (“con proposte del Governo del tutto insufficienti e da correggere”) per poi concentrarsi sui prossimi progetti sia rispetto a urbanistica e mobilità sia per ciò che riguarda la conferma delle scelte strategiche sviluppate in questi anni:

“Il futuro di Modena – ha spiegato – è nella città universitaria, nella città della cultura, nella città turistica, nella città smart, nella città del lavoro e dell’impresa, nella città dei diritti e della partecipazione, nella città aperta e inclusiva, nella città verde e compatta. Abbiamo bisogno di continuare a investire sulla ricerca e l’innovazione, per misurarci con le rivoluzioni tecnologiche; dobbiamo valorizzare e attrarre talenti”.

La manovra finanziaria, illustrata dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi, è caratterizzata da una sostanziale conferma per il 2019 della quantità e della qualità della spesa corrente (la previsione si assesta sui 225 milioni), con le priorità indicate nel welfare, nella manutenzione della città, nella sicurezza e nella legalità, in scuola e cultura, nella smart city, nell’innovazione e nel risparmio energetico, nello sport, nel lavoro e nelle politiche di coesione e giustizia sociale.

Nei prossimi giorni inizia il lavoro di approfondimento nelle varie Commissioni consiliari per arrivare alla discussione e al voto in Consiglio in programma entro l’anno, giovedì 20 dicembre. In questo modo non si sarà costretti all’esercizio provvisorio nelle prime settimane del 2019 “e potremo proseguire senza rallentamenti le politiche di investimento – ha spiegato il sindaco – evitando che la discussione sul bilancio cada interamente nella campagna elettorale”.

Il Preventivo proposto, quindi, non tiene conto della legge di bilancio dello Stato ancora in discussione, così come degli effetti della Variazione che arriva in Consiglio comunale nei primi giorni di dicembre, ma “sarà possibile presentare un emendamento tecnico prima del voto” ha spiegato l’assessore Bosi sottolineando che non sono previsti aumenti di tariffe e imposte locali (i modenesi continueranno a beneficiare del taglio della Tasi sulla prima casa deciso dal Governo per il 2017 e che vale in città 19 milioni di euro) e per la Tari, per la definizione della quale manca ancora il Piano economico finanziaria di Atersir, “l’obiettivo è mantenere invariate le tariffe senza rinunciare a un miglioramento dei servizi, ma mirando a un progressivo efficientamento della gestione e a una costante attività di recupero dell’evasione”.

La spesa in conto capitale nel 2019 sarà di quasi 65 milioni, con circa 17 milioni riconducibili alla programmazione degli anni precedenti e 48 milioni di nuovi investimenti. “Tra le fine di quest’anno e l’inizio del 2019 il settore Lavori pubblici ha in agenda circa 500 cantieri da iniziare, seguire, completare”, ha commentato il sindaco ricordando le priorità della riqualificazione urbana e degli interventi per migliorare la sicurezza delle infrastrutturali stradali, utilizzando anche i proventi delle sanzioni che sono previsti in crescita (“serve più impegno sia per educazione e prevenzione sia sui controlli”).

La manutenzione ordinaria della città (dalla cura del verde urbano alla sicurezza delle alberature, dalle aiuole stradali alle diverse richieste che arrivano dai Quartieri) sarà sostenuta anche con risorse ricavate dall’applicazione in parte corrente degli oneri urbanistici: per il prossimo anno la cifra è indicata in due milioni di euro.

NEL 2019 PREVISTI INVESTIMENTI PER 65 MILIONI 

Per il 2019 il Comune di Modena prevede investimenti per 64 milioni e 900 mila euro continuando il percorso avviato negli anni scorsi. “In questi cinque anni la spesa in conto capitale ha superato i 250 milioni, con 142 milioni di investimenti al netto degli acquisti”, ha sottolineato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli nella sua relazione ricordando che l’impegno per i primi tre anni per rilanciare gli investimenti era fissato in 80 milioni: “Abbiamo mantenuto e superato le promesse e sono decollati anche altri interventi, come la ristrutturazione del casello di Modena Nord. Se i nemici di Modena non colpiranno ancora, potremo presto passare alla Complanarina e alla porta sud”.

Gli impegni sugli investimenti riguardano in particolare la manutenzione del patrimonio e la riqualificazione urbana, con un’attenzione particolare al cofinanziamento di programmi nazionali, regionali ed europei “da cercare ancora con l’assiduità e la competenza dimostrate in questo mandato”. Ma per gli anni successivi, in mancanza di interventi nazionali a favore della finanza locale, per Muzzarelli il tema degli investimenti rischia di tornare in sofferenza visto che le cessioni patrimoniali “che in questo mandato hanno fatto da volano al rilancio non saranno ripetibili”.

Dopo aver ricordato alcuni dei 500 cantieri nell’agenda comunale (da piazza Mazzini con il Diurno al bosco di Vaciglio, dalle diverse ciclabili alle chiese del Voto e di San Biagio, fino alla conclusione del recupero di Villa Ombrosa per la Casa delle Donne), il sindaco ha ripercorso gli interventi realizzati negli ultimi anni partendo dall’edilizia scolastica con lavori di manutenzione per sicurezza e risparmio energetico in decine di scuole, oltre al completamento delle Mattarella, al recupero del Liceo Sigonio in centro storico, all’avvio della ristrutturazione delle Carducci. E sulle scuole il sindaco ha ricordato anche la riorganizzazione in dieci istituti comprensivi, la riduzione e la rimodulazione delle rette per scuole d’infanzia e nidi, i nuovi servizi flessibili e il prolungamento estivo a luglio al quale hanno aderito 1.427 bambini, con un ottimo voto di soddisfazione delle famiglie: 8,6. I fondi a sostegno degli studenti diversamente abili sono passati da 5 milioni e 820 mila euro nel 2015 a quasi 7 milioni e 220 mila euro nel 2018.

Nelle politiche culturali spiccano l’avvio del Polo della Creatività nel comparto Amcm (con l’operatività da gennaio del Laboratorio aperto all’ex Aem e il cantiere del Nuovo Teatro delle Passioni), il “MusicHub” di via Morandi e il lavoro sul Polo Culturale Sant’Agostino-Palazzo dei Musei-Ospedale Estense: “Il progetto culturale è ancora in fase di arricchimento, benché i suoi architravi siano ben definiti, all’insegna della contaminazione tra cultura umanistica e scientifica. Gli interventi edilizi sono in ritardo, non per responsabilità nostra, e purtroppo il rischio che il progetto firmato da Gae Aulenti venga di fatto stravolto è alto, facendo perdere a Modena l’ennesima occasione di arricchimento del proprio patrimonio artistico. Tuttavia, anche se dovesse adattarsi a condizioni logistiche più sfavorevoli e perdere parte delle sue potenzialità, il progetto culturale resta assolutamente valido, smentendo chi ha tentato di ridurre l’investimento a una mera vicenda di mattoni e non di contenuti”.

Per lo sport il sindaco ha ricordato i quattro milioni di investimenti realizzati dalle società nell’impiantistica di base, grazie un milione mezzo di contributi del Comune, mentre otto milioni sono stati dedicati ai grandi impianti, tra cui il Braglia (“se il Modena torna tra i professionisti valuteremo con la società quali interventi sono necessari per garantire gli standard imposti dalle autorità calcistiche e da quelle di pubblica sicurezza”), il Palapanini e il Pala Molza per il quale la riqualificazione continua, così come sono in programma il raddoppio indoor del campo scuola di atletica della Fratellanza, il nuovo campo da calcio a Villanova e la nuova palestra del Sigonio. Per il Palapanini, inoltre, è previsto l’intervento con il contributo di Governo e Coni, mentre si confermano le iniziative per la promozione sportiva (“Scuola Sport” e “Sport oltre la crisi”), le manifestazioni CorriMutina e Mezza Maratona e ci si prepara per l’arrivo della tappa del Giro d’Italia il 21 maggio.

E’ cresciuta la città smart, con collegamenti in fibra ottica e banda ultralarga per 92 luoghi strategici, 150 punti WiFi gratuiti, promozione della cultura digitale, pagamenti on line nel 70 per cento dei servizi comunali e progetti innovativi sull’automotive (6,5 milioni di fondi europei sul Masa), mentre saranno presto al via i lavori per il data Center per la sicurezza dei dati, pubblici e privati. Ed è cresciuta la città sicura: da 134 a 241 le telecamere per la videosorveglianza, potenziamento del personale della Polizia municipale garantendo l’h 24 per 365 giorni all’anno, oltre mille cittadini coinvolti nel controllo di vicinato e 300 assistenti civici.

La strategia sviluppata per la promozione della città ha contribuito all’aumento dei turisti: dal 2015 al 2017 le permanenze negli alberghi sono passate da 321 mila a 392 mila per gli italiani e da 150 mila a 186 mila per gli stranieri.

Il sindaco ha ricordato anche gli investimenti sulla rigenerazione urbana (dal Progetto periferie all’ex Amcm fino alle riqualificazioni e ai restauri in centro storico) con una sottolineatura per i 35 Sblocca Modena che hanno mobilitato 50 milioni di investimenti privati consentendo di rigenerare quasi 500 ettari di territorio in condizioni di degrado. Tra gli altri dati citati: le piste ciclabili sono passate da 213 a 223 chilometri e altri sei chilometri sono in arrivo; i chilometri a “zona 30” sono passati da 30 a 91; la raccolta differenziata ha superato il 63 per cento; i consumi energetici degli edifici pubblici sono scesi del 18 per cento; il risparmio energetico sull’illuminazione pubblica equivale a 1,5 milioni di kwh anno.

Nell’area sociale e salute il sindaco ha fatto riferimento alla fusione di Policlinico e Baggiovara (“siamo passati dalla competizione alla collaborazione, per sviluppare ulteriormente un centro di eccellenza di livello nazionale”), alle Case della salute, alla nuova sede di Medicina dello sport da realizzare all’R-Nord, alle Case di residenza anziani (già più posti e nuove strutture in programma), al nuovo spazio anziani Torre Muza e al progetto del primo hospice territoriale previsto nella Villa Montecuccoli del Comune.

Dopo aver sottolineato l’impegno nell’affrontare il disagio giovanile in stretto accordo con le scuole, puntando su servizi in grado di avvicinare i minori nei contesti di vita e prevenire le situazioni di vulnerabilità sociale, il sindaco ha anche evidenziato le azioni promosse dai consigli dei Quartieri con l’impegno prezioso dei cittadini attivi, le attività di promozione delle pari opportunità e le azioni antidiscriminazione sviluppate anche nei percorsi scolastici.

CRESCE IL CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE 

La manovra finanziaria del Comune non tocca le tariffe e le imposte locali, con il blocco di tutti i tributi e dell’addizionale Irpef e la conferma delle riduzioni delle rette dei nidi e delle scuole d’infanzia decise lo scorso anno.

L’attività di contrasto all’evasione fiscale continuerà ad essere una delle priorità d’intervento per garantire, anche per ragioni di equità, come ha sottolineato l’assessore al Bilancio Andrea Bosi, l’emersione di base imponibile e il miglioramento della capacità di riscossione dell’ente.

A questo scopo, il Comune nel 2019 aderirà alla nuova convenzione Intercent-ER per la riscossione volontaria e coattiva delle entrate, la gara è in corso di svolgimento, mentre si avvierà la procedura di gara per definire l’aggiudicatario della gestione dell’imposta di pubblicità, l’attuale affidamento scade alla fine del 2019.

Tra il 2016 e il 2018 gli accertamenti emessi dal Comune per versamenti omessi o incompleti per Tares-Tari, Tosap, Icp, Imu, Passi carrabili sono passati, complessivamente, da 14.612 a 30.725, e il dato del 2018 è aggiornato solo alla fine di ottobre. I contribuenti messi a ruolo coattivo sono passati da 2.457 a 10.204, mentre nel triennio sono state presentate 71 segnalazioni all’Agenzia delle entrate.

In mancanza di correzioni legislative, il fondo crediti di dubbia esigibilità passa dal 75 per cento del 2018 all’85 per cento del 2019, al 95 per cento del 2020 e al 100 per cento del 2021.

Le spese per il personale sono in crescita sia per gli aumenti contrattuali (ai quali è stata destinata una quota di oltre 5 milioni di euro dell’avanzo vincolato) sia per la decisione di aumentare la copertura del turn over passando dal 25 per cento del 2017, al 75 per cento di quest’anno per arrivare al 100 per cento nel 2019.