Immobiliare 2° trimestre: segno più solo per le abitazioni, il resto stagna

Prosegue il trend di lieve crescita delle vendite di abitazioni anche nel secondo trimestre, che aumentano di un ulteriore 2% nel confronto con l’analogo periodo dello scorso anno, portando così l’incremento nel semestre attorno al 4%. Si conferma come la performance positiva si debba in particolare alle transazioni su immobili usati e ristrutturati ed in virtù di tassi di interesse sui mutui che rimangono ai minimi storici. Continuano invece a non dare segnali di risveglio, soprattutto nel capoluogo, il mercato degli uffici e quello dei capannoni artigianali, mente quello dei negozi e dei capannoni industriali di grandi dimensioni sembra essersi rimesso in moto, seppur molto lentamente. Si registra, poi, un nuovo decremento generalizzato delle quotazioni, contenute entro il tetto del 4%, dopo che nel primo trimestre era stato fotografato un rallentamento del trend di riduzione dei prezzi delle abitazioni.

E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla consueta indagine sul mercato immobiliare, relativa al secondo trimestre, condotta da FIMAA-Confcommercio su un panel di agenzie della provincia di Modena. Il settore residenziale continua a dare segnali di vitalità e le compravendite crescono, nel secondo trimestre, di circa il 2% nel confronto con lo stesso periodo del 2017, mentre i prezzi subiscono un calo, che si attesta in media attorno al 2,5 %.

Nella città capoluogo il costo delle abitazioni nuove è compreso tra i 2.150 euro/mq  per le zone periferiche e i 2.950 euro/mq per il centro storico, mentre per le abitazioni ristrutturate si va dai 2.250 euro/mq per il centro ai 1.700 euro/mq per la periferia.  In media, la forbice a livello provinciale, va dai 650 euro/mq di Polinago ai 1.900 euro di Modena, passando per i 1.300 di Carpi, i 1.600 di Maranello, i 1.000 di Mirandola, i 1.150 euro di Pavullo, i 1.350 di Sassuolo, i 1.400 di Sestola e Vignola.

Ancora al palo risulta il mercato degli uffici: la domanda di acquisti è rimasta molto debole nel semestre, e, a fronte di un’offerta di immobili consistente, i prezzi degli immobili in vendita nella città capoluogo proseguono la discesa: -2% circa per i locali commerciali e fino al -3% per gli uffici.

Va meglio il mercato degli affitti di negozi, in particolare nelle aree periferiche dei comuni modenesi, dove peraltro i canoni si sono sostanzialmente stabilizzati, a differenza di quelli pagati nei centri storici, che flettono in media di un ulteriore 2%. Il mercato delle compravendite di capannoni artigianali in provincia stagna ancora, in un quadro caratterizzato da una domanda di acquisto in ulteriore calo, a fronte di un’offerta decisamente elevata. Anche in questo segmento, dunque, prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi, che, tra capannoni nuovi ed usati, è attorno al 2% sul secondo trimestre del 2017.

«Nel settore continua ad esserci moderata soddisfazione per come sta evolvendo il quadro nel comparto residenziale», commenta Raffaele Vosino, presidente provinciale di FIMAA-Confcommercio, «dove le ristrutturazioni, spinte dagli incentivi statali, rimane il principale driver del mercato, ma l’attesa ripresa sugli altri comparti stenta a concretizzarsi: l’auspicio è che i lievi segnali di vivacità registrati in queste settimane, in particolare sul mercato dei negozi, possano consolidarsi in autunno anche grazie ad un auspicabile intervento del Governo con l’inserimento nella prossima manovra della cedolare secca alle locazioni strumentali».